Miss

In Italia ci sono molti concorsi di bellezza, ma nessuno, per originalità e simpatia, può battere Miss Over che da 23 anni è sulla cresta dell’onda. Per capire come e perchè è nata questa manifestazione (riservata alle bellezze un po’ attempate come si evince dal nome), dobbiamo chiedere al suo creatore: Elio Pari, riminese (classe 1958), giornalista, esperto di consulenze, ma soprattutto ‘operaio dello spettacolo’, come spesso ama definirsi.

Prima di sapere com’ è nata Miss Over, vorrei capire meglio: chi è Elio Pari?

‘Un ex impiegato che sin da bambino amava la musica, lo sport e lo spettacolo. Mi è sempre piaciuto trasformare piccoli sogni in grandi eventi, fin dai tempi della scuola. Così, grazie anche a tanto lavoro e sacrificio, alla fine sono riuscito a fare quello che mi rendeva felice. Nella vita mi occupo anche di consulenze per convention, ma questa è tutta un’ altra storia.’

Adesso passiamo alla tua creatura, Miss Over… come è nata l’ idea di questa manifestazione?

‘Nel 1993 io insieme ad un gruppo ben affiato di collaboratori costituito tra l’ altro da Marcello Bernucci, Davide Nicolò, mia moglie Manuela e Giorgio Salvatori (diventato successivamente un grande fotografo). In quel periodo studiavamo la bellezza e il suo continuo trasformarsi. Il mondo della bellezza ci incuriosiva particolarmente, poichè la vita si stava allungando sempre di più e le persone invecchiavano sempre più lentamente. Così, forti della nostra intuizione, avevamo deciso di riaprire, dopo molti anni, il Nettuno di Rimini, la mitica rotonda,a due passi dal mare, in piazzale Kennedy, sperimentando quella stessa sera ben 10 nuovi eventi e uno di questi era stato chiamato Miss Italia Over 50 (poi cambiato in Miss Over su suggerimento del defunto patron di Miss Italia, Mirigliani). Un mese dopo quella prima finale, non avevamo più un giorno libero. Le tv di mezza europa volevano conosce la vincitrice Elisa Donati, 50 anni, da Cortina. Insomma, senza quasi accorgercene, avevamo stravolto i canoni classici della bellezza, ghettizzati sino al 1993 al 25′ anno di età.’

Come vengono scelte le partecipanti a questo concorso?

‘I requisiti che devono possedere le aspiranti Miss Over, sono sostanzialmente due: una bellezza interiore e una esteriore. La stragrande maggioranza delle partecipanti non sono ragazzine, bensì mamme e nonne e quindi, a livello di anima, devono saper dare qualcosa in più. Per quanto riguarda le iscrizioni al concorso, si possono fare sui social e tramite web. In passato, tutte le donne che volevano partecipare a Miss Over dovevano compilare una scheda e inviarla tramite posta. Nell ‘era tecnologica, le cose sono cambiate e anche velocizzate, per fortuna.’

Quanto è stato difficile organizzare e portare avanti questo progetto?

‘Oggi è difficilissimo organizzare qualsiasi cosa. La crisi ha bruciato migliaia di aziende, anche all’ interno del comparto bellezza. Sono spartite completamente le sponsorizzazioni facili e chi lavora nello spettacolo viene selezionato con estrema cura. Noi siamo una piccola organizzazione che si autoproduce, ma nonostante questo, fare quadrare i conti è, sempre, un dramma. Oggi,sono venuti a mancare i locali da ballo, in larga parte chiusi o falliti, i quali erano una importantissima risorsa per tutto il nostro movimento. Insomma, non è un bel momento per chi opera nel nostro settore, ma noi da più di 20 anni continuiamo a lavorare in un certo modo e i risultati sono sotto gli occhi di tutti.’

Elio, da ben 23 anni Miss Over, viene seguita da migliaia di tv nazionali ed estere e la finale di quest’ anno, che andrà in scena a Riccione, verrà ripresa da Sky. Si aspettava tutto questo successo, quando ha iniziato nel 1993?

‘Il successo è stato un fatto aleatorio, ma sinceramente non me lo sarei mai aspettato. Ogni anno collezioniamo una rassegna stampa biblica e tanti bei riscontri positivi. Siamo in televisione a parlare di bellezza senza età, almeno 100 giorni all’ anno. Sono felice che i media parlino di questo evento, ma sono ancora più entusiasta che si parli della finale che andrà in scena il 24 e 24 ottobre, per gli obiettivi sociali che, da sempre, ci prefiggiamo di raggiungere. Quest’ anno, ad esempio, diamo ancora una mano alle ragazze dell’ U.I.L.D.M di Rimini, un’ importante associazione che combatte la distrofia muscolare. Poter utilizzare lo spettacolo per far conoscere maggiormente il problema di questa terribile malattia, è il nostro vero, grande successo.’

Elio, vuole ringraziare qualcuno in particolare per la riuscita di questa manifestazione?

‘In primis la mia famiglia che mi ha sempre accompagnato in questa mia avventura e poi un mio grande amico e compagno di viaggio, che ora non c’è più, e il suo nome è: Gigi Sabani. Poi vorrei ringraziare Carlo Frisi (comico del bagaglino n.d.r), che mi permetto di definire fratello in ‘armi’. Infine, ci tengo a ringraziare i miei produttori di Mediaset e tutti quelli che, ora, non riesco a ricordare e che mi scuseranno se non li cito oggi, ma che continueranno ad aver un posto speciale nel mio cuore.’

A cura di Nicola Luccarelli

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