Oggi è  il 25 aprile e in tutta Italia si celebra la Festa della Liberazione del Paese dall’occupazione nazista e dal regime fascista. Sono previsti cortei in diverse città. Ma si temono rappresaglie durante le manifestazioni e l’allerta del Viminale resta alta per eventuali proteste violente.

Partigiani, sindacati e leader delle opposizioni sono a Milano con Antonio Scurati e a Roma con Roberto Salis.

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella all’Altare della Patria con la premier Giorgia Meloni e i presidenti delle Camere, poi in Val di Chiana per commemorare la strage nazista.

Tensione tra i manifestanti della Brigata ebraica e Pro Palestina a Roma, a Porta San Paolo.

Alla commemorazione all’Altare della Patria hanno partecipato anche il capo di Stato Maggiore della Difesa, ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone, il capo di Stato Maggiore dell’Esercito, generale di Corpo d’Armata Carmine Masiello, il capo di Stato Maggiore della Marina Militare, ammiraglio di Squadra Enrico Credendino, il capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare, generale di Squadra Aerea Luca Goretti, il comandante generale dell’Arma dei Carabinieri, generale di Corpo d’Armata Teo Luzi, e il capo della Polizia, Vittorio Pisani.

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha deposto una corona di alloro al sacello del Milite ignoto, all’Altare della Patria, durante la commemorazione del 25 Aprile. Alla cerimonia per la festa della Liberazione hanno partecipato le massime cariche istituzionali, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, il presidente del Senato Ignazio La Russa, quello della Camera Lorenzo Fontana e quello della Corte costituzionale Augusto Barbera.

Deposta la corona, Mattarella si è fermato davanti al monumento al Milite ignoto per un momento di raccoglimento, mentre veniva intonato il Silenzio. Al termine, Mattarella ha salutato le autorità presenti. A differenza degli anni passati, l’enorme cantiere per la metropolitana di Roma al centro di piazza Venezia ha impedito la presenza di pubblico.

L’indagine condotta dall’Istituto demoscopico Noto Sondaggi per Repubblica. Per l’82% degli italiani la festa della Liberazione deve continuare ad essere celebrata. Mentre il 72% degli italiani si sente antifascista.

Le parole del Capo dello Stato Mattarella: Con le loro barbare uccisioni, nella strategia di morte, i nazifascisti cercavano di fare terra bruciata attorno ai partigiani per proteggere la ritirata tedesca, di instaurare un regime di terrore nei confronti dei civili perché non si unissero ai partigiani, di operare vendette nei confronti di un popolo considerato inferiore da alleato e, dopo l’armistizio, traditore. Si trattò di gravissimi crimini di guerra, contrari a qualunque regola internazionale e all’onore militare e, ancor di più, ai principi di umanità. Nessuna ragione, militare o di qualunque altro genere, può infatti essere invocata per giustificare l’uccisione di ostaggi e di prigionieri inermi. I nazifascisti ne erano ben consapevoli: i corpi dei partigiani combattenti, catturati, torturati e giustiziati, dovevano rimanere esposti per giorni, come monito per la popolazione. Ma le stragi di civili cercavano di tenerle nascoste e occultate, le vittime sepolte o bruciate. Non si sa se per un senso intimo di disonore o per evitare d’incorrere nei rigori di una futura giustizia, o, ancora, per non destare ulteriori sentimenti di rivolta tra gli italiani.

Il Direttore editoriale Carlo Costantini – Foto ImagoEconomica 

 

Il Direttore Editoriale Carlo Costantini

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