Giacomo Comandini

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Castigato dai diktat bancari e “forzato” da giacca e cravatta di ordinanza, Giacomo Comandini, 39 anni cesenate, ha però una valvola di sfogo nel mondo della moda. Il suo lavoro lo obbliga a scelte pre-impostate per quanto riguarda l’abbigliamento ma dopo aver attraversato un momento particolare della sua vita ha scoperto questo mondo suggestivo e creativo. “Mi ha spinto la curiosità – afferma -, adoro ricercare vestiti e marchi strani, che siano fuori dagli schemi”. Il suo credo verte attorno “alla ricerca di nuovi giovani talenti, per poi metterli in luce”.

 

Il Suo campo di sperimentazione non sono le passerelle.

“Combacio la moda con la vita notturna nei locali di divertimento. Collaboro infatti con Francesco Rossi che lavora presso il Pineta e il Pacifico di Milano Marittima. A modo mio, attraverso la pagina Facebook The Luxury Night, aiuto a controbattere la crisi che affligge la zona organizzando sfilate e mantenendo rapporti tra stilisti e modelli”.

 

Meglio papillon o cravatta?

“Decisamente il fiocchetto, anche se personalmente non lo indosso. Preferisco mantelli o accessori a forma di vestito”.

 

Promosso un uomo con la borsa?

“Secondo me sì, completa sia un abito elegante, sia quello fashion. Specialmente per uso lavorativo la ritengo indispensabile. Invece per serate glamour credo sia più indicato, ad esempio, un modello con borchie o vintage”.

 

La moda corre anche via internet. L’ultima figura è denominata “fashion blogger”.

“Se lo si fa in maniera professionale è molto positivo. Possono dare il loro contributo attraverso preziosi consigli. Non è indifferente, però attenzione a non fare figuracce…”

 

Un talento emergente del settore che Le piace?

“Sarei felice di vedere nelle grandi passerelle della moda mondiale Beatrice Bozzuto. E’ una ragazza molto educata, solare e professionale che sfila da anni e per diverse aziende. La vita da modella non è facile e nasconde molte insidie, ma si meriterebbe di sfondare in via definitiva”.

 

Se una fragranza dovesse rappresentarLa, quale sarebbe?

“Scent Bar 500 di Viola Pompili. Fa parte di una degustazione olfattiva a base molecolare creata con ingredienti di altissima qualità”.

 

Quale accessorio secondo Lei sarà la rivelazione del 2015?

“Sicuramente il cappello, anche maschile. La moda femminile è molto evoluta, tanto che più di una volta mi è capitato di acquistare anche qualcosa per me”.

 

Il sogno nel cassetto? Pardon, nell’armadio.

“Mi piacerebbe aprire un’agenzia di moda o uno showroom in cui i giovani possano lavorare e mantenere vivo il mercato. Vorrei focalizzare la mia attività con capi di abbigliamento che si differenzino dai classici marchi. A Cesena c’è crisi nel settore a causa del momento delicato per gli investimenti ma confido che si possa aprire qualche porta”.

 

A cura di Marco Rossi

 

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