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DIANE SCHUUR, UNA VOCE STRAORDINARIA

Con la sua straordinaria forza, interpretativa e la leggendaria estensione vocale, Diane Schuur, cieca dalla nascita, durante la sua lunga carriera si è guadagnata l’adorazione di una parte della critica di tutto il mondo. La voce della Schuur, tanto potente quanto estremamente flessibile, copre magistralmente tutta la gamma dei registri ed è considerata dai critici “una voce completa ed eclettica“. Diane si è guadagnata il rispetto e gli elogi delle più leggendarie figure della Musica Jazz e del Blues, quali Dizzy Gillespie, Count Basie, e B.B. King. La Schuur, in quanto discepola di lunga data di Dinah Washington e delle altre leggende del jazz degli anni Quaranta e Cinquanta. Ha costruito una solida carriera sia grazie alle figure jezzistiche delle generazioni che l’hanno preceduta, che alla Musica Leggera della sua giovinezza. Lungo una carriera che si sviluppa nell’arco di trent’anni e include due prestigiosi premi, i Grammy Award e tre nomination. La musica di Diane Schuur ha esplorato quasi ogni sfumatura del panorama musicale americano del Novecento.

Nasce Tacoma nel 1953, capoluogo della contea di Pierce nello Stato di Washington. Come Stevie Wonder, Diane Schuur è cieca dalla nascita a causa di una retinopatia. Cresciuta alla periferia di Seattle, fu incoraggiata a cantare dei suoi genitori.
Sopranominata “Deedles“, da bambina le sue cantanti preferite furono Sarah Vaughan e Dinah Washington.
Si esibì per la prima volta nel locale Holiday Inn nella città di Tacoma nella sua città natale, cantando un brano di Musica Country.
Frequentò la scuola statale per ciechi dello Stato di Washington.

La sua carriera musicale ebbe una svolta nel 1979 quando incontrò il sassofonista di origine russa, Stan Getz e la senti cantare un celebre brano, Amazing Grece al celebre Festival Jazz di Monterey California.
Stan Getz colpito dalla sua interpretazione e dal suo canto pulito e cristallino le chiese di unirsi a lui al concerto alla Casa Bianca.
Nency Regan l’allora moglie del Presidente degli Stati Uniti, Donald Regan, la invitò a esibirsi assieme alla fantastica Count Basie Orchestra nel 1987.
Il sassofonista Stan Getz suono per i suoi primi album Deedles del 1984, Schuur Thing del 1985 e Timeless del 1988.

Nel 1985, durante il suo tour in Estremo Oriente, la Diane Schuur, si esibì assieme al grande chitarrista e cantante B.B. King durante la manifestazione del Festival di Tokio. I due artisti realizzarono poi un lavoro discografico dal titolo Heart to Heart che, venne pubblicato nell’anno 1994 e raggiunse la vetta della classifica di Billboard.

Molti sono stati i premi a lei attribuiti come migliore voce jazz negli anni 1986 e 1987, ricordiamo il celebre Grammy Award.
Il magazine Jazziz, ad esempio, la descrive come quella figura che abbraccia tutta la sua vita al canto: “Le briciole vocali della Schuur si spostano dall’innocenza della bambina al blues osceno della madre in un soffio, ma sempre al servizio della canzone“.
La Schuur viene definita brava anche come pianista, prova allora versioni nuove tuffandosi nel profondo affetto dei suoi ricordi d’infanzia

La Schuur arrangia allora alcuni dei suoi interpreti preferiti: dal trombettista Miles Davis, a Carole King, e al celebre Paul McCartney.

Cita dopo questa nuova esperienza: “Mi sono concentrata sulla condizione del nostro mondo e ho scelto canzoni che esprimono una dichiarazione su ciò che è anche in alcune canzoni ci sia un mondo di speranza, su ciò che può essere il Millennio che stiamo vivendo“.

Connettersi con il pubblico e ciò che la Schuur sa fare meglio di ogni altra cosa, e dopo cinque decadi illustri lo sta ancora facendo.
Affermazione autobiografica: “Per il futuro ho intenzione di continuare la mia lettura della canzone americana, rispettando gli scrittori celebri e lucidando le loro gemme nella tradizione della coloritura jazzistica”.

Termino con un atto di fede di All About Jazz: “Ms Schuur è sicuramente tra le migliori cantanti jazz, ed esemplifica se non ridefinisce la categoria “diva” con le sue interazioni calde, spesso divertenti e rilassate con il pubblico e i suoi musicisti. La sua sola presenza è sufficiente per rendere la serata memorabile”.

La Schuur continua a incontrare il suo pubblico di tutto il mondo con le sue interpretazioni spettacolari degli standards americani.

A cura di Alessandro Poletti – Foto Corriere

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