La Nazionale di Ventura ne fa cinque al Liecthenstein, tre in meno di quelli segnati dalla Spagna agli stessi avversari, ma la sfida vera per andare al prossimo Mondiale sarà quella contro le “Furie rosse” di inizio settembre, e lì vedremo cosa avranno ancora nelle gambe e nella “testa” i vecchi e quanto saranno davvero cresciuti i tanti giovani che fanno oggi parte della rosa azzurra.

Certo l’impegno spagnolo non cadrà in un periodo particolarmente propizio per il calcio nostrano, dato che chi andrà in campo avrà due sole giornate di campionato nelle gambe e tantissimi chilometri di spostamenti da un continente all’altro in cerca di ingaggi faraonici che le società italiane inseguono senza preoccuparsi troppo della condizione dei propri calciatori.
Un tempo si iniziava la preparazione andando in montagna, dove grazie al fresco, si recuperava dalle fatiche dei primi duri allenamenti, mentre oggi ci si raduna e dopo tre giorni si parte per qualche meta asiatica o magari messicana, dove è notorio si stia altrettanto freschi che in montagna; ma d’altra parte il calcio oggi è questo, si vuole vincere? E allora bisogna incassare il più possibile per poi pagare ingaggi mega galattici che consentano ai tifosi di inneggiare ai propri beniamini.
Naturalmente prima e dopo l’impegno azzurro ci sono anche le chiacchiere e, vuoi farne a meno?, le polemiche, innescate questa volta dalle dichiarazioni del capitano Gigi Buffon, che tornando sulla partita di Cardiff ha rilasciato dichiarazioni al peperoncino…

Troppo ottimismo e fiducia prima del confronto con il Real? Beh, intanto è proprio da dentro la Juventus (Marotta docet, ad esempio) che si spargeva ottimismo e si sottolineava la crescita, anche della famosa “mentalità”, rispetto alla sconfitta contro il Barcellona di due stagioni prima.
Sei Scudetti e tre Coppe Italia consecutive vorranno ben dire qualcosa? E poi gli acquisti fatti nel frattempo a cosa dovrebbero essere serviti se non a rinforzare ulteriormente la squadra? Inoltre mettiamoci le sole tre reti incassate proprio in Champions, e la fiducia era troppa?
Sarà pure che il più “stupido” (ma un’espressione diversa non c’era, caro Gigi?) dei madridisti ha giocato il triplo delle partite importanti di Buffon, ma allora perché si incensa così tanto la Juve e le sue vittorie? Se poi si prende in esame il mese precedente la sfida di Cardiff ed il rendimento bianconero, allora magari le cose cambiano un po’, ma pensare che la formazione bianconera se la potesse giocare, mi pare non fossero solo chiacchiere da bar o da tifosi ottimisti.
Quanto poi agli “sfigati” contenti dalla sconfitta bianconera, mi chiedo perché uno che è nel calcio da tutta la vita e non è più un ragazzino, debba finire per scivolare in questi argomenti? Che a Buffon dia fastidio ci sia chi ha esultato per la sconfitta bianconera, fa il paio con le esultanze bianconere per le sconfitte di altri, in Italia ed all’estero; suvvia i tifosi non hanno più il diritto di festeggiare una sconfitta altrui?

E proprio loro, i protagonisti in primis del mondo pallonaro, non “godono” mai delle sconfitte altrui? Forse la memoria è troppo corta, o forse sono sempre e solo gli altri ad avere delle colpe, così come non è mai rigore contro e lo è sempre a favore; nel calcio la sportività tanto sbandierata è spesso la cosa più distante dalla realtà, e non solo da parte dei tifosi, e basterebbe ascoltare qualche dichiarazione o vedere come si comportano proprio quelli che vanno in campo per averne la conferma.
Caro Signor Buffon, lasci che i tifosi facciano la loro parte e tifino per chi vogliono e come vogliono, nessuno è perfetto e mai come nel calcio il detto è così sacrosanto.

A cura di Maurizio Vigliani

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