SICUREZZA a 360 gradi, reale e non virtuale. Viviamo in un paese “strano” nel quale i giudici indagano ministri e poliziotti, risarciscono i ladri e assolvono gli spacciatori. Detto ciò coloro che fanno proposte poco attuabili, mi dovrebbero spiegare che differenza passa – in relazione allo STATO GIURIDICO di ognuno – tra le ronde cittadine di ieri (no) e le reclute di oggi (si).

Secondo il mio modesto parere c’è qualcosa che non torna… Allora mi chiedo come mai e all’improvviso il problema dei furti è tornato alla ribalta dopo la spaccata da Babbi. Forse perché i dieci furti subiti da Baldo – per analogia – nn erano abbastanza significativi! Ma torniamo a noi.
Quello che più mi lascia perplesso è la lettera, a dir poco senza senso, inviata dal primo cittadino cesenate al ministro dell’Interno nella quale si chiede di impiegare gli allievi del CAPS nel controllo del territorio. Sicuramente e non solo a lui sfugge (ovvero non sono al corrente) che gli stessi, attualmente, non sono né agenti di pubblica sicurezza né tantomeno agenti di polizia giudiziaria in quanto il loro stato giuridico attuale li pone per legge nella posizione di allievi agenti frequentatori di corso e per tanto impiegabili esclusivamente nella formazione, addestramento, istruzione ed in servizi di istituto.

Per legge e per tutta la durata del corso non possono essere impiegati in servizi esterni di polizia, ordine e/o sicurezza pubblica, salvo, come già citato nei servizi di caserma, fino al raggiungimento della nomina ad agente che avviene al termine del corso previsto, della durata di 8 mesi, dopo avere superato gli esami finali e dopo avere prestato giuramento nella forma solenne. Questo in sintesi e senza preamboli è quanto prevede l’Ordinamento della Pubblica Sicurezza che nn è così semplice, come appare a taluni, modificare.

Aggiungo inoltre che il corso in argomento è articolato in otto mesi residenziali (dal 26 febbraio 2018 al 25 ottobre 2018) e in quattro mesi di applicazione pratica presso gli Uffici/Reparti di assegnazione (dal 26 ottobre 2018 al 25 febbraio 2019).
Tra l’altro occorre informare l’attuale responsabile del locale commissariato il quale, non molto tempo addietro, in mia presenza, ebbe a dichiarare pubblicamente – durante un convegno organizzato dalla Confcommercio sulla sicurezza – che i “piccoli” criminali locali erano stati tutti identificati e fermati, per tanto non aveva più ragione di esistere un’emergenza furti a Cesena (sic…).

Se poi vogliamo ritornare sul problema degli organici, vorrei ricordare che da sempre – anche se regolarmente smentiti o inascoltati – come UIL sicurezza, abbiamo denunciato, numeri alla mano, che il personale appartenente alle forze di polizia in provincia non è equamente distribuito tra Forlì e Cesena. Sottolineo inoltre che il Commissariato di P.S., tra l’altro, è ampiamente sottodimensionato rispetto alle esigenze operative, significando che all’epoca dei miei trascorsi in servizio l’organico (rapporto 1/1000 abitanti) superava le 100 unità mentre attualmente, conta a malapena 80 operatori, con un’età media che supera i cinquanta anni (vedi svariati comunicati dello scrivente in tal senso).

Oggi finalmente chi ha voce in capitolo a Cesena si accorge di tali croniche anomalie e con prontezza encomiabile segnala addirittura al vertice del Viminale le richieste, aggiungendo inoltre le sue “creative” soluzioni. Se è vero che tutte le proposte sono legittime è altrettanto vero che occorrerebbe quantomeno valutarne, a priori, la fattibilità.

Il Vice Direttore Ugo Vandelli referente per la sicurezza UIL

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