Gli incontri erano nei parcheggi dei centri commerciali o presso un appartamento. Un imprenditore usava gli uffici dove la mattina riceveva i clienti. Un contesto squallido, non esitano a definirlo gli inquirenti. Un giro di prostituzione minorile, con ragazzini tra i 12 e i 17 anni che si concedevano – a volte da smaliziati adolescenti, altre volte sotto esplicite minacce di chi li aveva adescati – a uomini molto più grandi di loro (il più anziano ha 66 anni) in cambio di 50-100 euro a serata (a seconda della prestazione), capi d’abbigliamento firmati, smartphone e acquisti con carte di credito; uno dei ragazzi, risulta dagli accertamenti bancari, avrebbe accumulato in un anno 50mila euro.

Un giro di prostituzione smantellato ieri dai carabinieri del Nucleo investigativo di Milano: 9 arrestati, di cui 7 ai domiciliari; durante le perquisizioni, i militari hanno rinvenuto a casa di uno di loro 60 grammi di cocaina e 700 pasticche di ecstasy e a casa di un altro una pistola non legalmente detenuta. Ci sono anche quattro indagati: si tratta di persone che avevano già preso contatti con gli adolescenti, ma sui quali non sono state trovate prove evidenti. L’inchiesta della sezione Indagini telematiche di via Moscova, coordinata dal pm Andrea Fraioli, scatta nell’agosto del 2015, quando i carabinieri di Lainate, hinterland nord-ovest di Milano, notano un’auto posteggiata nei pressi di un albergo: a bordo un uomo che poi si scoprirà avere 57 anni e un ragazzino che all’epoca non aveva ancora 13 anni.

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