L'esultanza di Pioli a Bergamo dopo il 2-0 dei rossoneri
La trentasettesima non scioglie tutti gli enigmi dalla testa alla coda ma, salvo terremoti difficili però possibili, restano da stabilire gli ultimi due posti in Europa, tra League e Conference.

Il Milan è ormai avviato a riconquistare un tricolore di cui aveva perso memoria e se l’Atalanta non è riuscita a fermarne il cammino, pare praticamente impossibile lo faccia il Sassuolo.
I rossoneri meritano il titolo, anche solo perché sono stati i meno peggio tra i migliori; contro la Dea è stata una brutta partita, con due reti esaltate dai cantori del nulla, ma che se le prendi all’oratorio, non ti fanno più giocare al pallone.
Questione di opinioni, certo, come il ritenere l’Inter la più forte del lotto, ma pure quella che lo scudetto lo ha perso con i propri …. piedi …. e non a Bologna.
La vittoria, nettissima, di Cagliari, ha praticamente condannato i rossoblù alla retrocessione, dato che la Salernitana non perderà certamente l’ultima in casa contro l’Udinese.
Proprio i granata sono il “miracolo” di fine stagione ed anche qui è questione di opinioni, ma di una squadra che fa sedici punti in trenta partite e poi quindici in sette, cosa bisogna dire e pensare?
Questione di motivazioni? Ma allora fino alla trentesima i campani hanno giocato giusto per l’ingaggio, fregandosene di andare in B? Diciamo che Nicola ha aperto il “Mar della Salvezza” così come Mosè il Mar Rosso!
Chi invece non è riuscito a fare altrettanto con il Mar Ligure è l’allenatore del Genoa (e non ci sono riusciti neppure gli americani), che scivola mestamente in B, sconfitto nettamente da un Napoli che, a sua volta, si mangia le mani per l’occasione scudetto persa.
Gli azzurri sono ormai abituati ad arrivare a …. trenta, ma il trentuno resta sempre una chimera irraggiungibile; certo l’ambiente (specie quello giornalistico) non aiuta granché, però sono troppe le volte in cui “vorrei, ma ….”.
L’ultimo posto Champions era ormai della Juve da qualche settimana, ma per i bianconeri la stagione è stata assai deludente (checché ne dica qualcuno) e la conferma è arrivata dal pareggio interno contro la Lazio dell’ex Sarri.
I biancocelesti hanno raggiunto matematicamente l’Europa con il pari arrivato ben oltre il novantaseiesimo, e dopo essere stati sotto di due reti; segno evidente che in casa Juve, anche i saluti a Dybala e, soprattutto, a capitan Chiellini, non sono bastati per giocare in modo concreto e convincente una partita intera.
Detto della Lazio, nel resto della corsa all’Europa, si è giocato al …. “meno”, con la Roma bloccata in casa dal Venezia, anch’esso matematicamente retrocesso, l’Atalanta di cui si è già detto e la Fiorentina in caduta libera, sconfitta di brutto (4-1) dalla Sampdoria, a Genova.
A centro classifica, il Torino ha espugnato Verona, così come il Sassuolo ha fatto a Bologna, al termine di due belle partite, dove in palio c’erano punti forse più del “rammarico” per qualche occasione persa, che del divertimento.
Novanta minuti alla fine e …. Milan “quasi” campione, Cagliari “quasi” in B, insieme a Genoa e Venezia; chi andrà invece in Uefa con la Lazio e chi in Conference tra Roma, Atalanta e Fiorentina, lo scopriremo nel prossimo fine settimana, giusto per chiudere poi con l’arrivederci ad agosto e le solite polemiche, l’unica cosa che non finisce mai!
Il Direttore responsabile Maurizio Vigliani – Foto Lapresse

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