La storia dell’Orchestra Casadei nasce in un periodo, quello del Novecento per spirito di un romagnolo di nome Aurelio Casadei, detto Secondo, nato a Sant’Angelo di Gatteo, una cittadina in Romagna, il 1 aprile del 1906, violinista, compositore e arrangiatore.

Fu considerato il più importante esponente del liscio romagnolo, fu l’autore del celeberrimo brano Romagna Mia, il simbolo per eccellenza di questa terra solatia, della riviera e la sua spiaggia, del sole, della gente cordiale e sempre sorridente e delle belle cittadine del entroterra.

Casadei all’epoca era una famiglia di sarti, ma Aurelio manifestò fin da piccolo una grande passione per la musica .
All’età  di dieci anni iniziò a prendere lezioni di solfeggio e violino dal Maestro Arturo Fracassi.
All’età di tredici anni s’iscrisse alla scuola comunale di Cesena, l’Istituto Musicale Arcangelo Corelli.
I suoi maestri furono Achille Alessandri e Emilio Gironi.

Dopo alcuni anni di studio il giovane Casadei iniziò a suonare in un orchestrina di musica da ballo, tra le tante attive all’epoca. Poi in Romagna era divenuto popolare fin dalla fine dell’Ottocento un nuovo genere di ballo il Liscio, i cosiddetti balli strusciti, che col passare degli anni si diffusero in tutta Italia, con prevalenza per il Settentrione, sopra a Secondo Casadei, le diedero il nome di Lo Strauss della Romagna.
Questi balli comprendono tre danze: la Mazurca di origine ungherese, il valzer di origine inglese, la Polka di origine polacca.  Il Valzer deve il suo nome alle movenze dei ballerini che usano scivolare, strusciare i piedi sul pavimento, quindi andare via di liscio.

Fondatore del genere è considerato il musicista Carlo Brighi, più noto come Zaclen, tant’è che ancora oggi, l’espressione Taca Zaclen!, costituisce l’invito ai musicisti affinché inizino a suonare.
I cosiddetti balli struscianti, andavano a sostituire i balli di coppia e quelli di gruppo, eseguiti in fila o in cerchio.
Fu grazie a musicisti come Carlo Brighi, il figlio Emilio Brighi, Romolo Zanzi, Giacomo Donati detto Bagareta e Guerrino Casadei se il valzer resistette al tempo.

Le loro orchestre erano formate da un violino, da un clarinetto in do, da un banjo, da una chitarra, da una fisarmonica e da un contrabbasso.

Secondo Casadei debuttò giovanissimo all’età di sedici anni nell’Orchestra di Aurelio Bazzocchi, in una serata a Borella di Cesenatico. Seguirono altre esperienze e collaborazioni, tra cui spicca quella con Giuseppe Fantini e il figlio Giovanni.
Fu proprio Giuseppe Fantini a presentare Casadei ad Emilio Brighi, che inserì il giovane nella propria orchestra come secondo violino, questo avvenne nel 1924. Nello stesso anno il musicista romagnolo formò un suo complesso in questa occasione comparve per la prima volta in anticipo sui tempi uno strumento ritmico, la batteria.
In questo periodo compose vari brani, uno di questi fu Cucù, il suo primo valzer.

Il brano fu apprezzato da Brighi che lo inserì nel proprio repertorio, nel 1928, desideroso di sperimentare le nuove formule inserendo anche nuovi strumenti, Casadei lasciò Brighi e la sua orchestra e formò un suo complesso. Debuttò al Dancing Rubicone di Gatteo a Mare, nella serata di avvio della stagione estiva, era il 21 giugno. Fin dalla sua prima esperienza in proprio il musicista romagnolo  introdusse importanti innovazioni nella strumentazione della  sua orchestra.
Ora l’organico era composto da uno strumento ritmico la batteria, un banjo, una chitarra, un clarinetto in do e un sassofono, rivoluzionando così, anche sotto l’influenza della nuova musica americana che imperava il quel periodo e senza preoccuparsi del contesto d’origine, della tipica formazione da Valzer romagnolo. Da figlio di sarti quale era, introdusse le eleganti divise, che divennero di lì a breve un segno distintivo di tutte le orchestre folk romagnole.

Con questa orchestra Casadei incise il primo disco per la Fonit di Milano. Sul primo lato vi era il brano Nuvolari, un One step scritto dal sassofonista Primo Lucchi e sull’alto lato il brano Gemma Blu, seguirono altre incisioni.
Nel 1930 il violinista romagnolo lasciò la Fonit e passò ad un’altra etichetta La Voce del Padrone, distribuita dalla Casa Discografica EMI. L’Orchestra Casadei si fece notare per la maggiore professionalità e lo stile, coi musicisti sempre impeccabili nella divisa e nelle loro bravura artistica.
Dopo la Seconda Guerra Mondiale, nei primi anni, divennero di moda i nuovi balli e le musiche provenienti dagli Stati Uniti, lo Swing e il Boogie Woogie. La loro ascesa fu tumultuosa: la gente che frequentava le balere pretese dalle orchestre romagnole solo l’esecuzione del celebre brano Rock Around the Clock e Great Balls of Fire.

Casadei dovette fronteggiare l’irresistibile popolarità della nuova musica: numerose volte il pubblico lo accolse fischiando, sembrava che il liscio avesse i giorni contati. Ma tenne duro e nel giro di pochi anni, grazie alla sua professionalità ed all’incrollabile fiducia della musica romagnola, il pubblico tornò alle consuete abitudini. Le orchestre da ballo ripresero quindi il loro tipico repertorio.
Nel 1954 compose il brano che divenne il suo più grande successo, Romagna mia, con le voci di Fred Mariani e Arte Tamburini, e la incise per l’etichetta La Voce del Padrone, nel tempo ha venduto oltre quattro milioni di copie.
Da allora iniziò  per lui e per il Liscio romagnolo una luminosa stagione ed un periodo di successo.
Romagna mia fu fatta conoscere anche oltre il mare Adriatico, da Radio Capodistria, emittente Jugoslava in lingua italiana.
Negli anni Cinquanta secondo Casadei incise seicento brani, e fece conoscere il Liscio romagnolo a tutta l’Italia: in quegli anni la sua orchestra eseguiva più di trecentosessantacinque  concerti  all’anno, di domenica, infatti, oltre alla sera si suonava  anche al pomeriggio.

A partire dal 1960 Secondo fu affiancato dal nipote Raoul Casadei, con il quale scrisse decine di canzoni di grande successo. I brani più richiesti nei primi anni Sessanta erano, In Bocca al Lupo, Il Cacciatore,  Non Voglio Perderti, Nadel in Rumagna, il Passatore, Il Valzer degli Sposati, Io Cerco la Morosa, quest’ultima lanciata nella televisione italiana, da Renzo Arbore e Gianni Boncompagni, conduttori della trasmissione radiofonica Alto Gradimento.
Nel 1967 la formazione romagnola prese il nome di Orchestra Spettacolo Secondo e Raoul Casadei.
Alla fine del decennio secondo Casadei fu invitato dalla Rai da Vittorio Salvetti, che lo fece anche partecipare con la sua orchestra al Festivalbar.

Nel 1969 sei musicisti lasciarono la formazione per unirsi a una nuova orchestra, Il Folklore di Romagna.
Il complesso Casadei si rinnovò quasi totalmente inserendo nuovi musicisti: Franco Bergamini, Al Padulli, Renzo Vallicelli, Alberto Parmiani, i cantanti Nadia Betti e Tes Gabre’, che successivamente saranno sostituiti da Palma Calderoni, Edgardo Gelli e Rita Baldoni, che andranno ad affiancare Ivano Nicolucci, Ivan Novaga e Giorgio Pullini.
Secondo Casadei morì nel 1971, proprio all’inizio del grande boom del Liscio, lasciando la conduzione della sua orchestra nelle mani del nipote Raoul Casadei, che portò avanti la storia musicale familiare.
Secondo Casadei incise, in quasi cinquant’anni di carriera, ben millequarantotto brani per le etichette discografiche La Voce del Padrone distribuita dalla EMI e dalla Columbia Records, ora Sony Music.

I suoi brani costituiscono le fondamenta del Genere Liscio romagnolo.
Tra i suoi maggiori successi, la celeberrima Romagna mia, eseguita dalla cantante americana Gloria Gaynor, poi la Cicogna, In Bocca al Lupo, Non c’è Pace tra gli Ulivi, Tramonto, La Sfida dei Clarini, la maggior parte dei quali sono custoditi e diffusi dalle edizioni di proprietà della famiglia Casadei, le Edizioni Musicali Casadei Sonora, di proprietà della figlia di Secondo, Riccarda Casadei, che ha come compito quello di diffondere e divulgare il patrimonio artistico del padre.
Nel 2006 con la regia di Davide Cocchi, viene prodotto il film dal titolo: “L’Uomo che Sconfisse il Boogie, ‘Le Avventure di Secondo Casadei’.

Raoul si diplomo’ all’Istituto Magistrale e fu per diciasette anni maestro elementare. Insegnò a Bellaria, a Mondaino, per un anno a Misano Adriatico, e poi poi insegnò tre anni in Puglia, dove conobbe la sua futura moglie, Pina Sirgiovanni anch’essa maestra elementare, originaria della Campagnia, con lei ritornò col tempo in Romagna.
Nel 1971, dopo la morte dello zio il nipote Raoul prese in mano la conduzione della formazione. La sua principale prerogativa fu quella di far conoscere anche a livello internazionale il genere musicale e canoro romagnolo, denominato Liscio.
Il ballo a tre stili, la Mazurca proveniente dall’Ungheria, la Polka proveniente dalla Polonia, il valzer proveniente all’Inghilterra, questi furono rivisitati da Secondo Casadei che cambiò in minima parte le forme dei balli, naturalmente Raoul non fece altro che proseguire quello che lo zio aveva costruito e cioè la nostra tipica cultura della canzone e del ballo romagnolo.

Gli inizi furono molto fortunati: negli anni Settanta, avvenne infatti il boom della musica romagnola, si formarono migliaia di orchestre e vennero di moda i locali che non di chiamavano piu sale da ballo ma Nightclub.
Nel 1973 Raoul scrisse uno dei suoi grandi successi Ciao Mare, un brano questo che diviene anche un inno nostalgico al nostro mare Adriatico, alle spiagge della riviera e al sole della Romagna.
Negli anni successivi scrisse e incise altri brani che divennero anch’essi dei successi: Simpatia, La Mazurka di Periferia, Romagna e Sangiovese, Tradizioni, Romagna Capitale, Tavola Grande, e il brano Musica Solare.

Con la sua orchestra Casadei salì sulla cresta dell’onda, come l’onda del mare Adriatico: partecipò nel 1973 per la seconda volta al Festivalbar.

Un anno dopo esordì perfino al Festival della Canzone Italiana, a Sanremo e a Un Disco per l’Estate.
In queste occasioni il band leader fu anche interprete di spot pubblicitari per la Barilla e per l’aperitivo Biancosarti, partecipò a film e a fotoromanzi; inoltre compose le musiche per sigle televisive fra le quali …E Viene Sabato, e poi Domenica, per la trasmissione del 1977 Domenica In, nel 1991 Rimini, Rimini, Rimini per l’edizione della trasmissione Stasera mi Butto, e Figli miei, Vita mia, sigla italiana della telenovela brasiliana omonima.
Nel 1981 inaugurò la motonave, La Nave del Sole, una balera galleggiante che da quell’anno fino al 1996 , trasportò i turisti lungo la Riviera romagnola, sulle note della musica, il Liscio.

Nel 1990 Raoul Casadei si ritira dal palcoscenico e continuò a gestire l’orchestra da dietro le quinte. Scelse personalmente il nuovo cantante solista: Moreno Conficconi, da lui soprannominato, il biondo.
Nel nuovo Millenio Raoul passò ufficialmente le redini dell’orchestra al figlio Mirco.
Mirco Casadei, rivoluziona di nuovo tutto l’organico della formazione e la ribattezzata Beach Band, portandola ancora più vicina alle nuove generazioni, proponendo i grandi successi della famiglia Casadei rivisitati: il rinnovo dell’orchestra comprendeva sia il cambio di musicisti, sia i nuovi arrangiamenti per il repertorio anche in stile latinoamericano, come la Salsa o la Rumba cubana.

Nel 2013, Raoul Casadei insieme a Paolo Gambi scrive il libro: “Bastava un grillo (per farci sognare), il libro esce per le Edizioni Piemme.

Grande appassionato di caccia, nel 2016 fu protagonista della serie tv, A Caccia con Raoul, in onda sull’emittente televisiva “Caccia”.

Casadei è morto il 13 marzo 2021, all’Ospedale Maurizio Bufalini di Cesena, dopo essere stato ricoverato per i postumi causati dal Covid-19.

Post Scriptum.
Dedico questo mio articolo alla Famiglia Casadei.
Con stima e sincera vicinanza.

A cura di Alessandro Poletti – Foto Imagoeconomica

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