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QUESTIONE DI FINLEY

Questione di Feeling, o meglio questione di Finley. Il gruppo punk rock italiano ritorna alla grande nel panorama musicale italiano. La band, fondata a Legnano nel 2002, è composta da Pedro (voce), Dani (batteria), Ivan (basso) e Ka (chitarra). I Finley sono tornati alla ribalta, anzi diciamo proprio che non se ne sono mai andati.

Pedro, chi sono i Finley?
‘I Finley sono quattro ragazzi che sono diventati uomini. Quattro ragazzi che sono cresciuti a pane e punk rock e che poi hanno ampliato i propri orizzonti musicali fino ad arrivare alla musica elettronica e al pop nostrano. Quattro ragazzi che sono cresciuti con un sogno e con la passione per la musica che li ha sempre legati. Questo sogno lo stanno cercando di portare avanti, nonostante si cresca, nonostante ci incontrino delle difficoltà lungo il percorso e grazie anche alle montagne russe della vita e della carriera. Siamo una band a tutti gli effetti, ora più che mai, e vogliamo dimostrarlo con i prossimi lavori.’

Che cosa fa funzionare una band musicale?
‘Sono tanti i fattori che possono far funzionare una band o meno, in realtà sono molti di più quelli che non la fanno funzionare. Nel nostro caso, invece, un ruolo più importante lo hanno avuto le componenti umane. Una band musicale funziona grazie alla sincerità, alla lealtà, al garbo e soprattutto bisogna viaggiare tutti sulla stessa lunghezza d’onda. Mettersi tutti in discussione e non accontentarsi mai è molto importante.’

Qual è il segreto che ha determinato la vostra ascesa nel panorama musicale italiano?
‘Sicuramente l’amo che abbiamo gettato ha ingolosito tantissimi talent scout, tra i migliori su piazza, come Caterina Caselli e Claudio Cecchetto, con cui abbiamo portato avanti un sodalizio durato anni. Il nostro obiettivo era quello di realizzare un video clip e registrare solo un brano, cercando di stregare queste persone con la nostra freschezza e la nostra energia e la nostra immagine. I canali che si utilizzano diventano fondamentali e sono importanti per farsi conoscere. Al di là di tutto questo, però, il nostro segreto credo sia stato quello di essere amici, dei ragazzi della porta accanto che ce la fanno e che sono riusciti a realizzare i propri sogni.’

Tra voi esiste più stima, amicizia o entrambe le cose?
‘Direi entrambe. C’è molta stima a livello lavorativo, perché ognuno di noi riconosce nell’altro delle qualità importante, chi nella stesura dei brani, chi come esecutore e chi come fucina di idee. Poi, tra le altre cose non ci siamo limitati alla sola musica, ma ci siamo messi in gioco anche come collaboratori nel mondo del calcio, con Sky, passando così dalla musica al calcio in un batter d’occhio. Devo dire che sono state esperienze molto positive e ci siamo divertiti molto a farle. Inoltre, da 4 anni, ci stiamo affermando anche nel panorama radiofonico italiano con Radio Kiss Kiss, e con il passaggio a Radio Montecarlo, dove conduciamo il nostro programma ‘Complimenti per la trasmissione’, e devo dire che più passa il tempo e più ci sta piacendo.’

A quale brano siete rimasti più legati?
‘Se devo scegliere un pezzo dico ‘Sempre e solo noi’, che è il brano che da il titolo al nostro 5° disco, e che ha celebrato i dieci anni della nostra band. Sempre e solo noi è la nostra storia e come ci siamo conosciuti, è la nostra vita che si è legata e si è incollata alla nostra gente.’

A cosa state lavorando in questo momento?
‘Stiamo lavorando al nuovo album, che vedrà la luce il prossimo autunno. Dopo 4 anni e mezzo di attesa, i nostri fan potranno finalmente mettere le proprie orecchie sul nuovo lavoro. Siamo molto contenti del lavoro che stiamo facendo. E’ stato un lavoro molto lungo, abbiamo pre-prodotto una cinquantina di brani, ma vi faremo ascoltare solo quello di cui siamo più convinti.’

I Finley si scioglieranno mai o diventeranno i prossimi Rolling Stones?
‘Non so se a 70 anni avrò ancora voglia di fare il musicista. Questa è una delle mie tante passioni e fino a che c’è il fuoco è giusto alimentarla, in caso contrario è giusto dare un taglio. Credo che il mio rapporto con la musica durerà ancora tanto, fino a quando troverò ancora l’energia per salire sul palco ed emozionarmi, in caso contrario mi dedicherò ad altro, magari a fare il nonno o a viaggiare che è un’altra mia grande passione.’

A cura di Nicola Luccarelli

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