DIRIGENTE DIGOS FEDERICO PERRONE CAPANO PROCURATORE AGGIUNTO ROBERTO ROSSI PROCURATORE CAPO E FRANCESCO GIANNELLI PROCURATORE AGGIUNTO IN CONFERENZA STAMPA ARRESTO ALGERINO STRAGE BATACLAN FRANCIA

Si apre a Parigi il maxi processo per i più gravi attentati terroristici mai perpetrati sul suolo francese, quelli del 13 novembre 2015 che insanguinarono la capitale con 130 morti innocenti (più i 7 attentatori), 350 feriti, traumatizzando il Paese e l’intera Europa. L’atto assurto a simbolo della barbarie che fu compiuta quella interminabile notte resta la strage di giovani spettatori di un concerto rock al teatro Bataclan.

Dei responsabili di quell’azione, a lungo studiata e preparata fin nei minimi particolari da diversi commando, nella gabbia degli imputati ce ne saranno 20. Fra questi, l’unico superstite dei commando di affiliati all’Isis che agirono in quella notte di sangue, Salah Abdeslam. Nato il 15 settembre 1989 a Bruxelles, franco-marocchino, Salah Abdeslam era amico di infanzia di Abdelhamid Abaaoud, coordinatore di diversi attentati in Europa e capo operativo dei commando del 13 novembre. Il fratello maggiore di Salah, Brahim, morì facendosi esplodere davanti a una delle terrazze parigine su cui aprirono il fuoco gli attentatori il 13 novembre.

Per motivi che restano sconosciuti Salah Abdeslam abbandonò la sua cintura di esplosivo, rinunciando a immolarsi come gli altri membri del commando. Dal suo arresto è rimasto quasi sistematicamente in silenzio davanti ai giudici o durante il suo processo a Bruxelles nel 2018, dove è stato condannato a 20 anni per aver sparato agli agenti di polizia pochi giorni prima del suo arresto in Belgio, il 18 marzo 2016.

A cura di Elisabetta Turci – Foto Imagoeconomica

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