Dopo gli anni di stop a causa del Covid e un’edizione sottotono nel maggio scorso, torna il World Economic Forum di Davos, al via il 16 gennaio nella località svizzera. Il primo in presenza e in versione invernale dopo il gennaio 2020, sarà un forum dei record secondo il fondatore Klaus Schwab, con oltre 2.700 leader (tra i quali ben 57 ministri delle Finanze), un massiccio afflusso di banchieri centrali (17) e una rappresentanza forte di capi di Stato e governo europei. L’arrivo di potenti da tutto il mondo ha però anche un forte impatto ambientale in un’edizione che afferma, tra l’altro, di voler affrontare la crisi climatica.

Lo denuncia Greenpeace, secondo cui si registrano forti aumenti di emissioni nella zona alpina dei Grigioni svizzeri in cui si svolge l’incontro a causa dell’utilizzo di jet privati dei partecipanti. Dati alla mano, l’organizzazione ambientalista chiede all’Ue di vietare i voli privati e in generale tutti quelli a breve raggio. Nell’edizione (in tono minore) dell’anno scorso del Forum, secondo un’analisi commissionata dalla stessa Greenpeace, “i voli di jet privati negli aeroporti che servono la località montana di Davos durante la settimana del World Economic Forum del 2022 sono stati 1040, con emissioni di CO2 quattro volte superiori a una settimana media”.

A cura di Claudio Piselli – Foto Imagoeconomica

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