Un altro intervento di Donald Trump nel corso di un evento elettorale, questa volta in South Carolina, ha destato grande scalpore e scatenato una pioggia di polemiche.

Il candidato alle primarie tra le file dei repubblicani per la corsa alla Casa Bianca, ha risposto alla domanda di un moderatore, affermando: “Assolutamente approverò il waterboarding, ma lo renderò peggiore” perché “la tortura, amici, funziona, credetemi, funziona…”.

Il waterboarding è una tecnica di tortura che dà il senso di annegamento. Trump non è nuovo a questi commenti. Già durante lo scorso dibattito repubblicano aveva dichiarato di essere a favore del waterboarding in linea anche con quanto affermato in autunno, quando disse che i sospetti terroristi si sarebbero comunque meritati una simile pratica.

Questa volta è stato ancora più esplicito. “Mi hanno chiesto cosa volevo dire”, ha detto il candidato repubblicano alla Casa Bianca, ricordando le sue affermazioni sul waterboarding nel corso di un precedente dibattito televisivo con la rete ABC, e così ha precisato: “Quello che ho detto è che nel Medio-Oriente stanno tagliando le nostre teste, ci vogliono uccidere, vogliono uccidere il nostro Paese, vogliono distruggere le nostre città… Non ditemi che non funziona. La tortura, amici, funziona, credetemi, funziona…”.

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