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LA SPAZZATURA NEI MARI

L’argomento è sempre più di attualità che rende l’uomo come figura irriconoscente dei nostri mari, della sua biodiversità e del rispetto del suo un mondo sommerso.

In quattro anni di attività e monitoraggio, pensate un po’ sono state rimosse 112 tonnellate di spazzatura dai nostri bacini marittimi, tra plastiche, mozziconi, reti e nasse, insomma non vengono elencati i tronchi, gli arbusti o catastrofe petrolifere, ma ci si trova di tutto, meno il tesoro dei pirati.

Oltre 170.000 cittadini tra subacquei, diportisti, pescatori e studenti, sono stati protagonisti insieme alle istituzioni della più grande campagna di pulizia di coste e fondali mai avvenuta in Italia, capace inoltre di ispirare normative per ridurre la pressione dei rifiuti in mare. Sono alcuni dei risultati raggiunti da “Clean Sea LIFE”, progetto europeo sui rifiuti marini di cui è capofila il Parco Nazionale dell’Asinara (Sassari), co-finanziato dalla Commissione Europea nell’ambito del programma LIFE. I dati sono stati presentati in occasione dell’evento conclusivo della campagna nel corso di un Webinar che ha visto tra gli altri la partecipazione del ministro dell’Ambiente Sergio Costa.

“ci sono voluti quattro anni di intenso lavoro per un progetto cofinanziato dall’Unione Europea per oltre il 50% delle risorse investite: il Clean Sea Life ha ottenuto un grande successo anche considerando che l’Italia è tra i paesi leader a livello europeo in termini di quantità di progetti Life finanziati e questo mi piace ricordarlo perché è indicatore di quanto nel campo dell’Ambiente ci crediamo fino in fondo” ha spiegato Costa.

Come chiudere questo argomento che dovrebbe stare a cuore di tutti. Sarebbe importantissimo, rispettoso ancorchè pulire i nostri mari dalle plastiche nocive e non solo e quelli di altri continenti, che le persone iniziassero davvero un percorso terapeutico di riqualificazione volto all’ambiente con sguardo profondo quello che arriva nei fondali perchè le acque sono tornate del tutto cristalline.

Il Direttore editoriale Carlo Costantini – Foto Imageconomica

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