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Il 12 Luglio 1904 nasceva a Parral, in Cile, Pablo Neruda, indubbiamente tra le figure più rappresentative della letteratura latinoamericana.
Tema principale della sua poesia fu l’amore. Per la vita, per la donna amata, per il suo paese il Cile, per L’America Latina.
E’ questa una delle ragioni per cui è difficile separare la sua storia di poeta dalla sua vita e dalla sua lotta politica.
il poeta nasce dalla pace come il pane dalla farina … ”e il compito principale del poeta è molto umile, come quello del panettiere che sforna il pane quotidiano”.

Tutta la poesia di Pablo Neruda è già qui, nella musica profonda della sua voce, una delle più significative del XX secolo, poeta autentico, di intensa e sensuale emotività e di esaltata eloquenza.

Nel 1923 a soli 19 anni pubblica il suo primo libro “Crepuscolario” e l’anno seguente “Venti poesie d’amore e una canzone disperata”.
Dal 1925 dirige la rivista “Caballo de bastos” e intraprende la carriera diplomatica a partire dal 1927, allo scoppio della Guerra Civile ( 1936)parteggia per la repubblica e viene destituito dall’incarico consolare.

Si reca a Parigi e qui diviene console per l’emigrazione dei profughi cileni repubblicani.
Nel 1940 viene nominato console per il Messico dove incontra Matilde Urrutia per la quale scrive “I versi del capitano”.
Nel 1945 viene eletto senatore e si iscrive al partito comunista.
Nel 1949, dopo un periodo di clandestinità, per sottrarsi al governo anticomunista di Gabriel Gonzales Videla, fugge dal Cile e viaggia tra unione Sovietica, Polonia e Ungheria.
Tra il 1951 e il 1952 passa anche per l’Italia e si stabilisce a Capri.

Riceve il premio Nobel per la Letteratura nel 1971 e muore a Santiago il 23 settembre 1973.

Questa è la vita di Neruda ma io, che da poco sono rientrata dall’isola di Procida non posso che avere negli occhi una spiaggia, quella di Pozzovecchio, dove fu ambientato il film Il Postino, tratto da un famoso libro di Pablo Neruda.

Ebbene io credo che la poesia sia sempre metafora di vita ed espressione del vivere.
Quando a scuola si studia una poesia, non so se accade ancora, ai miei tempi accadeva, difficilmente si pensa a quanta vita ci sia dietro.
Quanto devono scavare i poeti nella vita per trovare le loro verità?
O per dare forma alle parole con i loro dubbi?
E quanto è profondo il legame tra vita e poesia?
Senza l’una non esisterebbe l’altra, in qualsiasi direzione essa si muova.

La vita, con tutte le sue sfumature, si respira in ogni riga. Questo è quello che accade nel film IL POSTINO ed è quello che si augura di fare Neruda “Tutto il mondo intero è la metafora di qualcosa’?: la poesia e ’la Vita”
Il Postino racconta la storia di amicizia e di poesia di Mario Ruoppolo, umile figlio di un pescatore a cui viene affidato il compito di consegnare la posta al grande poeta Pablo Neruda, in esilio sull’isola di Capri per le sue idee politiche e sociali.
Una storia poetica disegnata sul rapporto di amicizia che lega due uomini in apparenza lontanissimi, ma in realtà capaci di guardare alla bellezza con occhi simili.
Nel momento in cui la poesia entra nella vita di Mario Ruoppolo nulla per lui sarà più come prima.

Il dono e la condanna della poesia gli concedono l’amore, ma in cambio chiedono un prezzo altissimo, tanto che Mario morirà tragicamente durante una manifestazione comunista contrastata dallo Stato. E dunque io voglio continuare a cullarmi con queste parole di Neruda… ”quando la spieghi la poesia diventa banale. Meglio di ogni spiegazione è l’esperienza diretta delle emozioni, che può svelare la poesia ad un animo disposto a comprenderla…

Immenso lui!

A cura di Sandra Vezzani editorialista – Foto Repertorio

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