ESTERNO SEDE FONDAZIONE GIANGIACOMO FELTRINELLI

Nella vita di ognuno di noi si adagiano come “mostri sconosciuti” scenari oscuri che non hanno una verità e rimangono irrisolti nel tempo.

La morte di Feltrinelli, avvenuta 50 anni fa rimane uno dei più grandi misteri italiani mai risolti  La vita e la morte di Feltrinelli rappresentano uno dei più grandi misteri italiani più difficili e scabrosi, ancora oggi irrisolti

Forse, questa vicenda cosi intrecciata e delicata può assumere lineamenti o meglio legami con il terrorismo del paese, quello che si può definire nostrano, i rapporti segrete tre le estreme ideologie politiche, il caso Calabresi, il terrorismo palestinese, il potere delle intelligence straniere in Italia.

E’ tutto questo labirinto di “rivoluzione” diretta è stato bandito e non ha più avuto una via d’uscita sulla verità della morte di Giangiacomo che un po’ come me amava i sigari cubani.

Feltrinelli, nel suo dilemma, manche dentro la nobile lucidità incarna uno snodo delicato, nel quale si congiungono filamenti rivelatori e solidi che formano la prima trama del terrorismo internazionale. I rapporti internazionali di Feltrinelli, quelli sussistenti fra i suoi Gap, le Br e Potop (Potere Operaio), le coperture e le complicità politico-culturali operanti fra i gruppi suddetti e non solo, impongono di negare la tesi che vede Feltrinelli come un solitario ossessionato dal pericolo di un golpe, “solamente” preoccupato del colpo di Stato di destra: una prospettiva falsa, che confonde le idee, banalmente rassicurante e che stende una cortina oscurante sulle origini del terrorismo. Feltrinelli può essere considerato in parte velleitario ideologicamente, visto che la sua elaborazione teorica marxista-leninista era meno strutturata e meno al passo coi tempi rispetto alla visione propugnata da un Toni Negri in particolare e da Potere Operaio in generale. Se è vero che, inoltre, la sua analisi della situazione sarda fu completamente errata, visto che scambiò un personaggio come Graziano Mesina per un potenziale rivoluzionario, ci sono però alcuni punti fermi altrettanto innegabili. Primo, Feltrinelli concepisce la lotta armata nella prospettiva di una strategia globale comunista e antimperialista e per questo coinvolge la sua attività editoriale come strumento fondamentale del disegno eversivo.

Terzo, Feltrinelli svolge un’intensa attività di collegamento fra diverse formazioni terroristiche europee e mediterranee, italiane, ma anche tedesche, francesi, svizzere e palestinesi. Questo suo infaticabile lavoro di networking fu efficace, visto che Habash e Haddad prima e Carlos “lo Sciacallo” poi erediteranno buona parte di questa filiera.Fu  il miliardario rivoluzionario, già latitante dopo gli attentati a Milano e Roma del dicembre 1969, a fornire alla guerrigliera tedesco-boliviana Monika Ertl la pistola per assassinare ad Amburgo, nella primavera 1971, il console Quintanilla, considerato responsabile della morte di Che Guevara. (Ferruccio Pinotti) Corriere della Sera lo cita così nella sua inchiesta.

La morte di Feltrinelli accade a Segrate durante un’esplosione, ma il mistero rimane e si può solo ipotizzare che sia stato prima aggredito e poi fatto esplodere sul traliccio.

Il Direttore editoriale Carlo Costantini – Foto Imagoeconomica

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