Domenica 7 febbraio è ormai alle porte e proprio quella sarà la data della cerimonia d’apertura del Mondiali di sci alpino di Cortina d’Ampezzo, un appuntamento prestigioso che fa da apripista per le Olimpiadi invernali del 2026, che la stessa Cortina e Milano si divideranno.

Giusto non rinviare l’evento in questo difficile momento? Probabilmente è invece giusto che le gare si disputino, senza rinvii, perché anche questo può essere un segnale positivo, per tutti e non solo per lo sci; gli atleti si allenano praticamente tutto l’anno, fanno sacrifici e tanta fatica, giusto quindi che vengano ripagati con la competizione, le gare.
Vero che mancherà purtroppo il pubblico, componente non solo di colore anche per le gare di sci, ma gli organizzatori hanno fatto talmente tanti sforzi, anche sotto l’aspetto della fruizione delle immagini di gara, che spostare il tutto, senza per altro avere certezze circa il futuro, avrebbe comportato ulteriori problemi, ben più dei reali vantaggi.

Un Mondiale è un evento sportivo, mediatico, ma anche economico, e sotto questo aspetto il mancato ritorno sarà enorme, però ci sono momenti in cui è necessario fare delle scelte e la Regione, d’accordo con tutti gli enti preposti, ha deciso che il Mondiale si doveva fare; troppo importante un evento che coinvolge centinaia di milioni di persone collegate televisivamente, che è comunque indispensabile mezzo pubblicitario per l’Italia, il Veneto, le Dolomiti e Cortina.

Saranno più di 600 gli atleti impegnati nelle gare dal 8 al 21 febbraio, atleti di 70 nazioni, cui si aggiungeranno 6.000 persone che compongono gli staff delle nazionali, oltre a chi opera per i media ed i volontari impegnati nell’evento.
Covid o non Covid, sarà comunque un grande Mondiale, con atleti che si sfideranno nelle discipline alpine sempre e comunque spettacolari; come solitamente succede in un evento di questa portata, i favoriti di ogni specialità si daranno battaglia fino all’ultimo centimetro di pista, consci della loro forza, ma anche della possibilità che spunti fuori la sorpresa di giornata, colei o colui cui nessuno faceva riferimento e trova proprio in questa occasione la gara della vita.

E’ già successo e succederà ancora, perché a volte è bastato uno sprazzo di sole o l’improvviso calare della nebbia, una nevicata sempre più fitta o l’ombra che copre una lastra di ghiaccio, per stravolgere una gara, vedere una classifica finale dove i favoriti finiscono nelle retrovie; quindi pronostici e previsioni tutt’altro che facili per chiunque.
L’Italia come arriva al Mondiale? Chi può essere l’atleta azzurro in grado di regalarci la soddisfazione di una medaglia o, ancora meglio, a salire il gradino più alto del podio? La risposta pare essere semplice, non tanto nei nomi, quanto nel pensare che siano le nostre grandi ragazze della velocità ad essere inserite di diritto nel novero delle favorite.

Molto più difficile il percorso dei maschietti, dove probabilmente il solo Paris, per altro rientrato da poco da un grave infortunio, potrebbe avere possibilità per lo meno di piazzarsi sul podio; nella velocità, Innerhofer è sempre alle prese con malanni alla schiena che ne hanno condizionato tutta la pur splendida carriera, mentre nelle prove tecniche il “vecchietto” Moelgg sarà affiancato da un Vinatzer che è reduce da un periodo fatto di uscite e brutti risultati, un Gross, anche lui con una carta d’identità che ormai pesa e poco altro.

Diverso il discorso sulle ragazze, pur con il grandissimo dispiacere per l’assenza forzata di Sofia Goggia, che era tornata in forma vincente dopo un altro grave infortunio; sfortunata davvero la brava Sofia, la cui carriera è purtroppo stata segnata da incidenti sin da giovanissima, quasi a seguire le orma, anche in questo senso, di un’altra grande e sfortunata sciatrice azzurra: Deborah Compagnoni.

La Goggia si è procurata la frattura composta del piatto tibiale nella gara di Garmish, alla vigilia del Mondiale, quando era tornata in grande forma ed al successo, che lasciava ben sperare per comporre un terzetto con lei, la Bassino e la Brignone, in grado di imporsi in discesa, super g e gigante.

Saranno così Marta Bassini e Federica Brignone a guidare il gruppo di nove ragazze all’assalto di Cortina e di un lotto di concorrenti agguerritissime; solitamente il gareggiare in casa è uno stimolo in più a fare bene, ma contemporaneamente pure una responsabilità non indifferente, considerando anche il fatto di essere tra le favorite.

Sappiamo benissimo tutti come e quali siano le attese in questi casi di tifosi e media, quale la pressione su atlete ed atleti certamente fortissimi, ma che alla forma fisica dovranno abbinare una ancora maggiore tenuta mentale; sotto questo aspetto le nostre ragazze ci hanno abituato benissimo e l’augurio è che vadano al cancelletto di partenza al meglio delle loro possibilità.
Mondiali da seguire ed azzurri da tifare dunque, seguendo la cerimonia d’apertura e poi buttandosi con i nostri portacolori giù dai pendii, in mezzo ai pali stretti come tra i ripidi canaloni della velocità pura, a godere comunque del grande spettacolo della neve e delle montagne cortinesi.

Il Direttore responsabile Maurizio Vigliani – Foto Redazione

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