Almeno 46 persone sono rimaste uccise dopo che un terremoto di magnitudo 6,8 ha colpito la provincia centrale cinese del Sichuan. Il dato emerge dall’ultimo bilancio delle vittime, riportato dall’agenzia di stampa statale Xinhua, dopo che altri media avevano riportato in precedenza 21 morti. Secondo il Centro cinese per le reti sismologiche, il sisma ha colpito alle 12.52 ora locale di lunedì a una profondità di 16 chilometri e ha avuto il suo epicentro nella contea di Luding nella prefettura di Ganzi, a circa 200 chilometri dalla capitale provinciale Chengdu, dove vivono oltre 20 milioni di persone.

Tra le vittime, 29 persone sono morte nella contea di Luding, mentre le altre 17 sono morte nella contea di Shimian, entrambe nel Sichuan, riporta Xinhua. Finora, più di 50.000 persone sono state temporaneamente trasferite nella prefettura di Ganzi e nella citta’ di Ya’an. 

Le autorità locali hanno riferito che le comunicazioni con alcuni villaggi della zona sono state interrotte e che sono stati segnalati smottamenti e gravi danni alle case e alle strade, come ha riferito l’emittente statale CCTV.

Sebbene l’epicentro sia stato localizzato a 39 chilometri dall’area centrale della contea di Luding, ci sono diversi villaggi colpiti nel raggio di cinque chilometri dal ground zero, ha aggiunto Xinhua.

Il Ministero per la Gestione delle Emergenze ha innalzato il livello di risposta all’emergenza terremoto al secondo livello più alto e ha mobilitato una task force nell’area per assistere i soccorsi. In totale, più di 6.500 persone si sono già unite alle squadre di soccorso. La scossa è stata avvertita a Chengdu, dove alcuni residenti hanno postato video delle loro case in cui si vedevano lampade oscillare e oggetti cadere a terra.

A cura di Stefano Severini – Foto Ap

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