Scontri diretti davanti e per quella che potrebbe essere la lotta retrocessione, cosa chiedere di più ad una giornata di campionato?

Tanto per gradire si inizia a Salerno, dove il Lecce supera i locali con una partita di grande spessore; impossibile dire adesso quanta strada riusciranno a fare le due formazioni, però giocano a calcio e non è mica poco!
Sabato che inizia con il Bologna che presenta il nuovo mister, Thiago Motta, ma si fa battere da un Empoli più concreto; che poi il portiere dei toscani risulti il migliore in campo, è un dettaglio, visto che il portiere a qualcosa deve pur servire.
Tardo pomeriggio con il derby ligure, che lo Spezia vince rimontando il vantaggio iniziale della Doria, sempre più invischiata nei bassifondi e con il professore che rischia la …. cattedra.
Chi non rischia è il mister del Sassuolo, che vince a Torino, con il “solito” gol che i granata prendono alla fine; Juric passa il tempo a lamentarsi, anche a ragione, ma sarebbe più utile se provasse a risolvere un problema non nuovo e bello pesante, anche con la squadra della stagione scorsa, che non rimarca mai di rimpiangere, quanto davvero a ragione?
L’aperitivo della domenica pare servirlo l’Inter, ma poi si scatena l’Udinese e per la banda di Inzaghi è notte fonda, buia e riconducibile ad una parola: crisi.
I friulani invece sono la vera sorpresa di inizio stagione, con una formazione che non si pensava potesse essere così competitiva, ma se dipendesse anche dall’equilibrio di un mister che, a differenza di altri, lavora e sta zitto?
Pomeriggio tutto da scrivere, con la “pazza” Lazio che un giorno ne prende cinque e quello dopo ne fa quattro, come a Cremona, posto mica facile dato che i grigiorossi giocano bene; però si imbattono nella Lazio-piú e il 4-0 finale la dice lunga.
Risorge anche la Fiorentina, altra squadra pazza, forse sopravvalutata, ma comunque brava (finalmente) a battere un Verona in crescita.
Il massimo di giornata accade però a Monza, dove l’ex Palladino fa uno scherzetto alla Juve, non da poco.
Allegri non si sentirà in pericolo, ma dopo la partita, riderà ancora come nella conferenza stampa della vigilia? La sua squadra è la rappresentazione del nulla, del non gioco, della confusione e della presunzione, circa la forza di calciatori che sono meno consistenti di un brodino.
La sosta viene a fagiolo per i bianconeri? Chissà, una pausa serve certamente, ma davvero basteranno quindici giorni per trasformare un budino in un parmigiano?
Tardo pomeriggio e serata con il meglio possibile, iniziando da un Roma-Atalanta al calor bianco, a partire dalla sfida delle panchine; Mou-Gasp è roba da leccarsi i baffi, spettacolo di personalità.
La partita la vince Gasperini, che ritrova la testa della classifica un po’ a sorpresa, salvo che …. si inizi a credere che delle romane se una vince l’altra perde e questa volta ride Sarri.
Il finale di turno è il meglio del momento, un Milan-Napoli che vale già il primato in classifica, con la Dea naturalmente.
Il Milan gioca una buonissima partita, specie nel primo tempo, però le sue frecce sono spuntate ed alla fine è il Napoli a vincere e raggiungere l’Atalanta in testa alla classifica.
Capita, ma Pioli sa comunque di avere per le mani una “signora” squadra, degna del tricolore che porta sulla maglia; Spalletti invece se la gode dato che il suo Napoli è sino ad ora andato ben al di là delle previsioni, continuare così sarà dura, ma proprio il Milan della scorsa stagione può essere l’esempio da seguire.
Adesso arriva la sosta, buona per qualcuno, meno per altri; fermarsi dovrebbe servire a sistemare le magagne per chi non ha iniziato bene, ma senza i vari nazionali sarà davvero così?
Il Direttore Responsabile Maurizio Vigliani – Foto Lapresse

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