L’Europa non esiste, o meglio è solo stata messa in unione sul mappamondo da Prodi e Monti, con la speranza che la moneta unica potesse essere un “pezzo di carta” per creare ricchezza alle banche, ai potenti della politica e in secondo piano magari per dare un aiutino alle imprese, commercianti e i cittadini, utile ad arginare l’invasione nei mercati da parte della Cina divenuta nel tempo superpotenza per armamenti e Pil.

In questi ultimi giorni, l’alleanza europea che si trova a dover fronteggiare l’epidemia, come lo stesso Pentagono o la Russia, si è impegnata in misure di contenimento contro il virus, seguendo il metodo italiano, ma da un punto di vista di solidarietà economica non ha fatto altro che dimostrare uno strano disinteresse, lasciando in pericolo Italia, Francia e Spagna sotto le unghie ben affilate dei falchi tedeschi e olandesi.

Nella giornata di oggi qualche cauta apertura e nuove proposte, appaiono in allineamento e con la Sure (uno schema di prestiti per sostenere i costi della cassa integrazione), una prima schiarita è arrivata dopo la spaccatura al vertice dei leader del 27 marzo.

Proprio ieri il premier Giuseppe Conte ha riaperto uno spiraglio a patto che vengano del tutto eliminate le condizionalità, oggi anche il ministro dell’economia francese, Bruno Le Maire, si dice possibilista nel caso sia “senza stigma e con condizionalità light, cosa che dovremmo essere in grado di decidere all’Eurogruppo”. D’accordo il commissario Ue Paolo Gentiloni che ha suggerito: “Oggi è completamente inadeguato, ma se le condizionalità che vennero adottare in precedenza fossero eliminate, sarebbe uno strumento che ha un patrimonio importante e che potrebbe essere considerato in una luce diversa”. Ma le risorse del Mes sono solo una delle protezioni della risposta comune. L’altro fronte è quello dei coronabond o strumenti analoghi che consentano di raccogliere risorse per finanziare la risposta alle conseguenze dell’epidemia.

E dopo le parole Von der Leyen: “Bilancio sia il nostro piano Marshall“, ora anche dall’Olanda è arrivata un’apertura che sembra più che altro un tentativo di correre ai ripari dopo il mea culpa per le posizioni rigidissime dei giorni scorsi. Il governo di Mark Rutte, che al Consiglio Ue si era allineato alla Germania, ha infatti riconosciuto che per fronteggiare la crisi occorre pensare a un fondo d’emergenza per tutta la comunità europea che “dovrebbe coprire l’assistenza medica per i Paesi che sono colpiti duramente e che ne hanno bisogno dal punto di vista finanziario”.
Ma è disponibile a finanziario solo “nella forma di donazioni per i Paesi che sono più deboli economicamente, per aiutarli sui costi delle cure sanitarie”. Il Fondo potrebbe raccogliere tra i 10 e 20 miliardi di euro e l’Olanda è disposta a dare un “contributo sostanzioso”. Non prestiti dunque ma “doni per aiutare persone che hanno bisogno”.

Comunque se l’Europa continuerà ad essere sorda su di un piano di rilancio anche per l’economia di tutte le attività che avranno enorme bisogno di cassa per ripartire, l’Italia che sul fatto di solidarietà medica e sanitaria sta ottenendo di più partecipazione dalla Nato, potrebbe optare di correre da sola, sapendo benissimo di avere somme importanti dei risparmi da parte dei suoi cittadini. Ma non solo, indebitandosi sfruttando le opere pubbliche, riuscirebbe ad aprire diverse finestre nel mondo per attirare i mercati oltreoceano e dare lavoro alle proprie imprese costrette ad assumere mano d’opera utile a fare ripartire i consumi interni. In più, per terminare; sia l’America, come la Cina, ma lo stesso Putin, hanno sempre guardato il nostro bel paese come un amico democratico che ha sempre cercato pace e alleanze oneste, utili a porgere sempre una stretta di mano consolidata.

In poche parole nei salotti buoni di ogni capoluogo, nelle isole, non ha mai servito agli ospiti crauti acidi, anche creano buona digestione, perchè ricchi di probiotici che sono stati associati a una serie di benefici per la salute, da una migliore digestione addirittura a una maggiore immunità. Ecco per essere tutti immuni alla Germania basterebbe poco per eliminare un velo pietoso volto solo al proprio potenziamento di superiorità sociale.

Il Direttore editoriale Carlo Costantini – Foto Ansa

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