YOGHI, BUBÚ, CINDY, NAPO E L’ORSA MINORE

All’età di dieci anni, aspettavo con ansia la messa in onda di un programma dal titolo “Yoghi e l’arca” trasmesso la domenica pomeriggio sul Programma Nazionale nel segmento dedicato alla TV dei Ragazzi. William Hanna e Joseph Barbera ospitavano nella loro arca gli orsi Yoghi, Bubù e Cindy che vivevano liberi e spensierati nel parco di Jellystone chiaramente ispirato al Parco Nazionale di Yellowstone, dove il leader del gruppo, Yoghi, perennemente affamato, passava le giornate a cercare di sottrarre i cestini da picnic ai turisti in visita, coadiuvato dall’inseparabile compagno di mille avventure Bubù e all’eterna fidanzata Cindy, dolce, romantica e delicata come una piccola torta a base di cioccolato fondente, decorata con panna montata, lamponi e una spolverata di zucchero a velo. Gli altri ospiti erano: Svicolone, un puma antropomorfo rosa, che amava follemente il teatro tanto da recitare di frequente brani estratti dall’Amleto di Shakespeare con un marcato accento bolognese; Wally Gator, un alligatore molto curioso che ama vedere il mondo al di fuori dello zoo che lo ospita per poi tornare nel luogo dove si sentiva protetto pur vivendo in cattività, Magilla Gorilla, un gorilla antropomorfo forte ma estremamente buono, che viveva in un negozio di animali mangiando costantemente banane e che ogni volta che veniva acquistato, entro la fine dell’episodio tornava al negozio con richiesta di rimborso.

Tutti appartenenti a specie animali potenzialmente pericolose, elencate nel Decreto del Ministro dell’Ambiente Paolo Baratta del 19 aprile 1996. È come se, nei primi anni settanta, un politico di casa nostra, durante una “Tribuna Politica” avesse dichiarato al moderatore Jader Jacobelli, che il Biafra era una regione africana a sud-est della Nigeria che a causa di una guerra civile stava toccando vertici di estrema povertà, ma che potenzialmente era ricca, in modo virtuale. Arrivò poi “Napo orso capo”, hippie, trasandato, vanitoso e appassionato di musica, di chiare origini napoletane, che con gli amici di grotta, Babà e Cico, sbarcava il lunario beffando continuamente i guardiani dello zoo, McKallok e il Sig. Otto.

Fu poi la volta, alla fine degli anni settanta, di una serie Tv dal titolo “Grizzly Adams” dove il protagonista è un barbuto cacciatore solitario, accusato di omicidio e rifugiatosi in remoti luoghi montuosi dove diventa amico degli orsi grizzly. La visione di questa serie mi portò a pensare che, al raggiungimento della maggiore età, mi sarei trasferito nel Parco Nazionale dell’Abruzzo vivendo a stretto contatto con orsi marsicani. L’ultima mia passione è legata all’astronomia, e la costellazione dell’Orsa Minore è la mia preferita anche perché contiene la stella polare, la quale indica il nord, che da ragazzino confondevo con Sirio a causa della sua enorme brillantezza. Sul sito dell’hotel Lido Molveno, in Trentino, si invita a conoscere gli animali del bosco, facendo una gita per la famiglia vicino Andalo. Qui è possibile incontrare l’orso bruno, simbolo del Trentino, ma anche la lince, il lupo, il gatto selvatico e tanti altri animali i quali, diventeranno subito nostri amici. Chiudo con un aforisma del “ricercatore di meraviglieFabrizio Caramagna che trovo estremamente vero: “L’orso attraversa boschi, valica montagne, supera fiumi per trovare la sua pace nel posto più isolato del mondo, lontano da ogni forma di rumore e civiltà. E l’uomo – più instancabile dell’orso – attraversa boschi, valica montagne, supera fiumi per scacciarlo ogni volta dal suo habitat.”

A cura di Marco Benazzi – Foto Repertorio

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