Arriva una stangata della Corte federale sulla Juventus: i giudici hanno accolto l’istanza di revocazione del processo plusvalenze presentata dalla procura Figc e hanno così riaperto un procedimento sportivo a carico dei bianconeri. Sanzionati il club e i suoi dirigenti, andando anche oltre le richieste del procuratore Giuseppe Chinè.

Prosciolti gli altri club. La Juve è stata punita con 15 punti di penalizzazione in classifica, “da scontare nella corrente stagione”, mentre Chinè ne aveva chiesti 9. Queste, invece, le squalifiche ai dirigenti: 24 mesi ad Andrea Agnelli, 30 mesi a Fabio Paratici, 16 a Federico Cherubini (per tutti con richiesta di estensione in ambito Uefa e Fifa). Otto mesi per Pavel Nedved, 24 per Mauro Arrivabene.

La pena deve essere afflittiva, la Juventus in classifica deve finire ora dietro la Roma, fuori dalla zona delle Coppe Europee“, aveva detto il procuratore Figc Giuseppe Chinè nella sua requisitoria. Oltre ai 9 punti di penalizzazione, aveva anche chiesto 16 mesi di inibizione per Agnelli, 20 e 10 giorni per Paratici, 10 mesi per Cherubini, 12 mesi per tutti gli altri consiglieri. “Ricorso inammissibile, assenti fatti nuovi“, era invece la difesa contenuta nella memoria difensiva della Juve. Ancora: “Nessuno degli elementi valorizzati dalla procura Federale” nell’ambito delle operazioni di mercato “dimostra l’esistenza di una artificiosa sopra-valutazione dei diritti alle prestazioni sportive dei calciatori alle predette operazioni, con ciò rendendosi piena infondatezza dell’odierno ricorso“.

Circa la “sussistenza di documenti interni e budget riportanti l’indicazione di plusvalenze come obiettivo strategico”, “non costituiscono affatto – avevano scritto i legali bianconeri – un elemento che possa fondare la natura fraudolenta e artificiosa delle operazioni concluse e dei valori ad esse assegnati“.

Simone Tripodi

Il Direttore responsabile Simone Tripodi – Foto Imagoeconomica

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