LA MADDALENA, LA CLINICA MEDICA DOVE E’ STATO ARRESTATO MATTEO MESSINA DENARO

E’ stato eseguito un primo ciclo di chemioterapia, questa mattina nell’ambulatorio realizzato ad hoc nel carcere di massima sicurezza dell’Aquila, per il boss mafioso Matteo Messina Denaro. Il 60enne non ha avuto reazioni collaterali e, secondo quanto si è appreso, sarebbe in buone condizioni di salute. Intanto, il Gip Fabio Pilato – accogliendo la richiesta del Pm della Dda di Palermo Piero Padova – ha disposto la custodia cautelare in carcere per Giovanni Luppino, l’agricoltore di olive che ha fatto da autista al boss e che è stato arrestato lunedì insieme al capomafia.

Luppino, sentito ieri dal gip nel corso dell’udienza di convalida dell’arresto in flagranza, ha negato di essere stato a conoscenza dell’identità del “passeggero” che aveva accompagnato alla clinica Maddalena, luogo in cui è scattato il blitz. Al giudice ha raccontato di aver conosciuto l’uomo che ha portato in clinica alcuni mesi prima perché gli era stato presentato da un compaesano, Andrea Bonafede, come suo cognato. Da allora non avrebbe mai più visto il boss fino a domenica, quando questi, che lui conosceva con il nome di Francesco, gli aveva chiesto di dargli un passaggio a Palermo dove avrebbe dovuto fare la chemioterapia. Una versione che, secondo la procura, sarebbe completamente inventata. L’agricoltore risponde di favoreggiamento e procurata in osservanza della pena aggravati dal metodo mafioso. Continuano, poi, le perquisizioni a tappeto – a Campobello di Mazara e non solo – da parte delle forze dell’ordine.

A cura di Elena Mambelli – Foto Imagoeconomica

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