Chissà cosa direbbe il grande Totò di questa pandemia, chissà come ci racconterebbe questi giorni in reclusione da Coronavirus, chissà se il suo famoso “siamo uomini o caporali?” diverrebbe “siamo uomini e caporali!” con qualche piccolissimo ma significativo cambiamento?
E sì, perché in questo periodo di forti disagi, di morti (anche ammazzati) da virus, di problematiche presenti, e future, non solo sanitarie ma anche economiche, lavorative, che deve assumersi la responsabilità delle scelte, delle decisioni su come affrontare i problemi e cercare di risolverli?

Partiamo dalla politica, spiazzata dallo scorrere degli avvenimenti, trovatasi di fronte a qualcosa di imprevisto, a qualcosa di fronte al quale non si poteva che essere impreparati; bene, cosa hanno fatto i nostri uomini politici, i governanti del nostro Paese? Innanzitutto hanno minimizzato il problema, magari preoccupandosi della propria salute, come pare abbia fatto il nostro Presidente del Consiglio (e sottolineo il pare), cercando di barcamenarsi in attesa di vedere come si sarebbe dipanato il problema.

Una volta però che la deflagrazione è stata evidente, si sono rivolti agli esperti, cioè ad epidemiologi e virologi, per porre un argine al dilagare del Coronavirus, naturalmente trovandosi di fronte a pareri, opinioni e possibili soluzioni anche nettamente in contrasto tra loro, tra chi voleva la chiusura totale del Paese e chi riteneva non necessarie neppure le più piccole difese, quali ad esempio le mascherine.

Il passo successivo era creare un’Unità di esperti cui affidarsi, ed allora iniziavano i primi balletti, le prime retromarce, i primi cambi di opinione su cosa fare, sul come intervenire; provvedimenti, restrizioni, divieti, cominciavano a fare parte della nostra quotidianità, anche questi con “balletti” che tra l’8 ed il 9 marzo imperversavano sui titoli di tv, giornali, web, dove finiva tutto ed il contrario di tutto, con Presidenti di Regioni che un giorno si lamentavano per le restrizioni ed il giorno appresso volevano chiudere tutti in casa a doppia mandata!

Ovvero tanto si chiacchierava e poco o nulla si decideva, uno contro l’altro, non solo tra chi governa e chi è all’opposizione (cosa normale in tempi normali, molto ma molto meno in tempi così tragici), ma anche all’interno degli stessi schieramenti; un balletto del vomito, non fosse che nulla cambiava rispetto alla perduta normalità!

Ma allora chi decide? Gli esperti o la politica, quella che mandiamo in Parlamento ed “ingrassiamo” perché guidi il Paese? Perché sta bene che non si possa essere esperti in tutto (nemmeno chi pensa di essere un super uomo e non arriva al grado di caporale) ma poi qualcuno le decisioni deve prenderle, per impopolari o magari non del tutto giuste che siano, o sbaglio?

Al proposito mi pare emblematica la vicenda del Professor Walter Ricciardi, Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità dal 2015 al 2018 e rappresentante del Governo presso l’OMS; spacciato (non so da chi) come componente del medesimo OMS, Ricciardi era uno di coloro che all’inizio tanto aveva criticato l’utilità e l’uso delle “famigerate” mascherine, salvo poi cambiare radicalmente idea una volta entrato a far parte del Consiglio di esperti nominato dal Governo per fronteggiare la pandemia.

Lo stesso Ricciardi fa parte di un altro Comitato, quello che ha scritto le regole per la ripresa del calcio, come a dire che chi detta possibili soluzioni è poi lo stesso chiamato a giudicarle! Senza dimenticare, anzi, che lo stesso Ricciardi è stato oggetto di smentita dal far parte dell’OMS, ovviamente solo dopo un suo attacco al Presidente americano Trump, guarda caso dopo che lo stesso aveva deciso di chiudere i rubinetti degli aiuti americani all’Organizzazione!

Già, il calcio, dove ci si divide tra la ripresa e la chiusura, rivendicando da alcuni il fatto che quella del pallone sia la terza industria del Paese, mentre da altre parti ci si interroga se il riaprire possa davvero rappresentare la cosa giusta; e come ripartire? Come farlo davvero in sicurezza visto che TUTTI paiono voler tutelare la salute di ognuna le componenti gli addetti ai lavori? Perché mica ci sono solo CR7 e qualche altro multi milionario, ma anche gente che porta a casa il sudato pane a pochi euro al mese!

Il Presidente Federale Gravina dichiara di non voler essere il becchino del calcio, di non volersi prendere la responsabilità di decidere cosa fare, ma di demandare tutto al Governo, alla politica? Ma che cosa ca…volo ci sta a fare su quella poltrona?
E’ un uomo o un caporale? Il calcio ritiene davvero di potersi sentire fuori dal mondo e decidere, come vaneggia qualche baciapile di giornalista, su cosa fare? Bene, allora il suo più alto rappresentante abbia il coraggio di dire che visto che il suo sport, anzi la Serie A, praticamente tiene in vita l’intero mondo sportivo italiano, piaccia o meno prende le proprie decisioni da solo, senza ascoltare nessuno!

Si vuole la sopravvivenza del pallone? Bene, allora si gioca, alla faccia di tutti e lo si fa senza cambiare quelle splendide regole che permettono la vita di Società che hanno debiti pari a quelle di Aziende strafallite, che devono alle banche centinaia di milioni, quelle stesse banche che non concedono pochi spiccioli per la vita di piccole aziende ed autonomi! Si abbia il coraggio di prendere delle decisioni, saranno poi gli italiani a decidere se il calcio è ancora e sempre la cosa più importante o se, finalmente, è ora di dare un bel giro di vite a Presidenti capaci solo di creare debiti e bell’imbusti milionari cui serve un Agente/badante anche solo per scrivere la propria firma…

Chiudo con le Regioni, anche qui senza problemi a fare nomi e cognomi, tanto li sappiamo tutti, così come sappiamo che il loro principale lavoro quotidiano è diventato lo scaricabarile, il delegare ad altri responsabilità e colpe; io abito in Piemonte e già qui stiamo bene, con colpe non di chi c’è o di chi c’era, ma di tutti, dalla A alla Z, senza distinzione alcuna, perché TUTTI hanno ammazzato letteralmente la Sanità, allo stesso modo in cui TUTTI hanno “aiutato” il crescere di un Debito Pubblico da vergognarsi, altro che avercela con il resto dell’UE!

Da piemontese credo di poter stare poco tranquillo in materia di Sanità, ma almeno non ho sentito e/o letto tutto quello che è venuto fuori dal Presidente lombardo Fontana e se vivessi nella Regione da lui governata sarei evidentemente e fortemente preoccupato, perché se la colpa è dei politici, vuol dire che si sono fatte cattive scelte, mentre se sono stati i tecnici a sbagliare, mi chiederei innanzi tutto chi li ha scelti, preoccupandomi due volte tanto, perché i nomi sono venuti fuori per “competenza” o perché amici degli amici?

Il Direttore responsabile Maurizio Vigliani – Foto Ciack

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