Il carrozzone va avanti da sé, con le regine, i suoi fanti e i suoi re …. Sì, il carrozzone del calcio va avanti, non solo con il Campionato, visto che è stata una settimana di Coppe (dolce/amara), mentre in Lega si continua a viaggiare divisi, bisticciando per qualunque motivo e se poi ci sono di mezzo i soldi …. vola di tutto!

Il Campionato però non si ferma ed è nuovamente il venerdì la giornata in cui ci si ritrova, questa volta addirittura per due partite, iniziando dalla resurrezione della Fiorentina, che ne fa tre al malcapitato Spezia e tira un bel sospiro di sollievo; il pallone è rotondo e succede qualunque cosa, ma pensare ai viola dietro agli spezzini (con un organico decisamente diverso) pareva realtà dell’altro mondo.

Ciò detto, bisogna comunque riconosce che il 3-0 sta larghissimo alla banda prandelliana, anche se a sua colpa, lo Spezia non ha creato nessuna occasione da rete, a fronte di un maggior possesso palla; giocare va bene, ma se poi non tiri ….
Tiri che invece si sono visti, anche se nulla di eccelso, in Cagliari-Torino, con i sardi che dovevano vincere assolutamente per sorpassare i granata in piena e caldissima zona retrocessione; è stato invece il Toro a “matare” i rossoblu, con una capocciata su calcio d’angolo, rischiando poi di raddoppiare, ma Cragno è riuscito a metterci una pezza.

Cinque sono adesso i punti che separano i granata dai sardi, ma il cammino è ancora lunghissimo e nulla è al momento definito; chi però ha finito il proprio percorso è l’allenatore dei sardi, Di Francesco, arrivato con grandi squilli di tromba ed ambizioni, per finire tromba…to come successo a Roma e Genova blucerchiata, più incensato dalla stampa che qualificato dai risultati ottenuti.

DiFra dopo Sassuolo è letteralmente naufragato, dopo una bella stagione alla Roma …. che Sassuolo sia l’isola felice dove tutti sembrano fenomeni, ma poi la realtà si riveli diversa?
Prima degli incontri del sabato, arriva la tristissima notizia della morte di Mauro BELLUGI, segnato dal Covid, che purtroppo ha perso l’ultima battaglia, lottando come sempre ha fatto in campo ed andandosene con quella dignità dimostrata nel corso di tutta la sua vita.

Le partite iniziano con la vittoria casalinga della Lazio contro la Sampdoria; basta una rete ai laziali per avere ragione di una Samp sempre troppo arrendevole nei primi tempi ed a cui non basta, questa volta, una ripresa di maggior vigore.
Inzaghi va avanti con i suoi programmi ed in settimana c’è il Bayern Monaco a misurare le ambizioni europee di Immobile e compagni; non certo l’avversario migliore tra quelli toccati alle italiane, ma se vuoi andare sino alla fine, prima o poi quelle forti devi per forza incontrarle.

Nel pomeriggio, il Genoa supera indenne le “forche caudine” veronesi; succede proprio all’ultimo secondo ed in dieci, ma ancora una volta Ballardini porta punti ad una classifica che vede l’ex derelitto Genoa, undici punti sopra il Cagliari, terz’ultimo, e dire che i liguri, un paio di mesi fa parevano già spacciati …. Certo però che i gialloblu sbagliano reti clamorose, roba che persino Giulietta si butterebbe giù dal balcone ….

Finisce pari e patta anche il derby emiliano tra Sassuolo e Bologna, con i neroverdi che solo in superiorità numerica acciuffano gli avversari; i numeri parlano di una superiorità schiacciante dei ragazzi di De Zerbi: oltre il 70% di possesso palla, più di trenta tiri ed otto occasioni da gol create, però poi il risultato finale è 1-1 ed ai bolognesi è bastato un tiro (che è tutto un programma) in porta per uscire indenni dal Mapei.

Vero che ci sono partite che paiono segnate e già va bene se non le perdi, però al Sassuolo non è raro che succedano ed allora non può essere solo la malasorte a centrare; il mister è bravo ed in squadra ha calciatori eccellenti, però rallentare un tantino con gli elogi probabilmente farebbe bene a tutti, perché è già successo ad altri di essere fenomeni in neroverde ma poi …

La domenica inizia con lo scontro salvezza Parma-Udinese, con i ducali che vanno sul doppio vantaggio e potrebbero segnare anche di più, sfruttando i buchi che la difesa bianconera lascia sulla propria destra; nell’intervallo la gara sembra finita ed invece …. il Parma si spegne e la formazione di Gotti ne approfitta per pareggiare.
Prima della fine il Parma avrebbe ancora la possibilità di conquistare una vittoria fondamentale, ma quando si hanno ferri da stiro al posto dei piedi …. D’Aversa parla di possibilità di salvarsi, ma per farlo lo spirito deve essere trasformato in vittorie, altrimenti restano solo le chiacchiere e le illusioni.

Un pranzo veloce, un caffè ed è l’ora del derby meneghino, con l’Inter che vuole allungare ed il Milan che mira a tornare in vetta, cosa che favorirebbe anche le concorrenti per il titolo; Pioli dice di preferire Ibra a Lukaku, ma il belga dimostra subito che è la sua giornata ed offre a Lautaro la palla dell’1-0.
Il Milan ci mette un po’ a svegliarsi, ma ad inizio ripresa sembra che il pari sia questione di minuti, senza fare i conti con un Handanovic da parecchio non così in forma; quindi torna il momento di Lautaro e Lukaku …. per il Milan è notte, mentre Conte si gode una grande Inter ed una coppia gol che pochi hanno.

A contorno, fuori da San Siro si presentano in diecimila, per tifare e dopo un comunicato che annunciava il tutto! Cosa è stato fatto per impedire che ciò accadesse? NULLA, tanto in Lombardia ed a Milano il Covid non esiste, o magari Sala, Fontana, la Moratti erano insieme ad Ibra a provare per San Remo?
A Bergamo intanto, la Dea ed il Napoli scaldano i tacchetti per l’ennesima sfida europea; partendo dai medesimi punti in classifica, ma con Gasperini saldissimo sulla tolda e Gattuso che se perde, cosa deciderà ADL, dopo aver detto che Ringhio resterà fino a che il Napoli sarà in zona Champions?

Dopo un primo tempo di poca roba, nella ripresa si scatena l’ex Zapata ed il Napoli regge fin che può, prova a reagire, ma i tanti errori determinano un 4-2 che per il momento serve solo ad un silenzio stampa, ma domani?
In serata, la Roma ha l’occasione di avvicinare il Milan prima dello scontro diretto del fine settimana prossimo; il Benevento però è un osso duro ed anche in dieci per più di mezz’ora impedisce ai giallorossi di tornarsene a casa con più di un punto, prezioso certamente, ma che serve solo per staccare la Lazio e sognare un posto Champions che, in mezzo ai soliti trambusti capitolini, sarebbe manna dal cielo.

Per finire, la Juventus rispetta il pronostico e segna tre reti al Crotone, che rimane ultimo in classifica; ci vogliono quasi quaranta minuti alla banda bianconera per andare a segno, e ci pensa sempre lui, il “solito” Ronaldo, che con un uno-due micidiale, chiude la partita prima dell’intervallo.

Il Crotone non è gran cosa, ma non è che la Juve brilli particolarmente, solo che la differenza in classifica non è “apparente” e ci vuole poco, in campo, per accorgersene, pur se, come già detto, bisogna che si svegli CR7, perché altrimenti è dura.

Il Direttore responsabile Maurizio Vigliani – Foto Imagoeconomica

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