Il Donbass “E’ quasi liberato“, ed i principali “obiettivi dell’operazione speciale“, restano invariati. Nessun cedimento, nessuna apertura per il cambio di rotta ipotizzato dal premier turco Erdogan due giorni fa.
Il presidente russo, Vladimir Putin, ha annunciato una mobilitazione parziale in Russia. Firmato già il decreto con il richiamo dei militari della riserva.

L’atteso discorso alla nazione, previsto ieri sera, e poi misteriosamente rimandato, è iniziato. Nessun cedimento, nessuna apertura per una trattativa (come invece aveva ipotizzato il premier turco, Erdoan due giorni prima), “L’occidente vuole distruggere la Russia come l’Urss”, ed il Donbass, “E’ quasi completamente liberato”. E soprattutto, mobilitazione per aumentare le truppe sul territorio nel conflitto russo-ucraino. E poi, torna la minaccia atomica: “Coloro che cercano di ricattarci con armi nucleari dovrebbero sapere che le abbiamo anche noi”.

“L’operazione militare speciale in Ucraina è stata inevitabile”, e gli obiettivi principali “rimangono invariati”, ha affermato Putin secondo il quale “la repubblica popolare di Lugansk è stata completamente liberata, mentre quella di Donetsk lo è stata parzialmente”.

Garantiremo il referendum – Parlando alla nazione, il leader del Cremlino Vladimir Putin ha affermato che “la Russia farà di tutto per garantire lo svolgimento dei referendum” nel Donbass.

“L’occidente vuole distruggere la Russia come già è stata distrutta l’Urss”, così Putin aggiungendo che “Kiev aveva reagito in modo positivo alle proposte della Russia dopo l’inizio delle operazioni militari, ma l’Occidente ha istruito l’Ucraina chiedendole di abbandonare i negoziati”.

“L’obiettivo dell’Occidente è indebolire, dividere e distruggere la Russia” ha detto.

Armi nucleari: “Dovrebbero sapere che le abbiamo anche noi”
Con un chiaro riferimento all’uso dell’arma atomica, il presidente russo Vladimir Putin ha affermato che “la Russia utilizzerà tutti i mezzi disponibili in caso di minaccia all’integrità territoriale”. “Coloro che cercano di ricattarci con armi nucleari dovrebbero sapere che le abbiamo anche noi”, questo perchè – spiega Putin -“Quando la sua integrità territoriale è minacciata, la Federazione russa usa tutti i mezzi a disposizione”, “e questo non è un bluff“, ha dichiarato Vladimir Putin nel suo discorso alla nazione sul conflitto in Ucraina.

“Bombardamento centrale nucleare di Zaporizhzhya, incoraggiato dall’Occidente”

Il presidente russo Vladimir Putin ha ricordato all’Occidente che la Russia è superiore in un certo numero di componenti all’equipaggiamento militare straniero.
“Si tratta non solo del bombardamento della centrale nucleare di Zaporizhzhya incoraggiato dall’Occidente , che minaccia una catastrofe nucleare, ma anche delle dichiarazioni di alcuni alti rappresentanti di alcuni Stati Nato sulla possibilità e l’ammissibilità dell’uso delle armi di distruzione di massa, armi nucleari contro la Russia. A chi si concede simili affermazioni sulla Russia, voglio ricordare che anche il nostro Paese dispone di vari mezzi di distruzione, e in alcune componenti più moderne di quelle dei Paesi Nato”, ha detto Putin in un indirizzo ai russi, secondo quanto riferito dall’agenzia di stampa governativa, Ria Novosti.

Serghei ShoiguScreenshot da TwitterSerghei Shoigu

Dopo il discorso di Putin, in diretta televisiva anche il ministro della Difesa, la tv russa ha trasmesso una intervista Serghei Shoigu, ministro della difesa,che ha annunciato: “Sono utili tutte le armi, anche la triade nucleare”, dando i numeri – secondo Mosca – dei decessi dei militari russi durante il conflitto: “Dall’inizio dell’operazione militare in Ucraina la Russia ha perso 5.937 soldati“. Numeri sensibilmente diversi da quelli dichiarati dal paese invaso (superiori ai 20.000). “Oggi siamo in guerra non tanto con l’Ucraina, con l’esercito ucraino, ma con l’Occidente collettivo”, ha aggiunto Shoigu.

“Mobilitati 300mila riservisti”
E poi, i numeri della “mobilitazione parziale” annunciata poco prima da Putin: “In Russia si prevede il richiamo di 300.000 riservisti: si tratterà di uomini che hanno già servito nell’esercito, con esperienza di combattimento e specializzazioni militari. Sono esclusi i militari di leva”.

La reazione di Berlino: “Annuncio Putin segna escalation”
L’annuncio di una parziale mobilitazione appena fatto da Vladimir Putin “segna una nuova escalation nell’aggressione all’Ucraina”, così il vice cancelliere tedesco Robert Habeck.  “Ci consulteremo per vedere come reagire sul piano politico”, ha spiegato. È chiaro che l’Ucraina dovrà continuare ad avere “pieno sostegno”. Si tratta secondo il ministro tedesco “di un passo pessimo, sbagliato”.

Dopo il discorso di Putin schizza il petrolio e il gas torna alle stelle.

A cura di Stefano Severini – Foto Imagoeconomica 

 

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