Incredibile colpo di scena durante la corsa per le presidenziali americane: il senatore ultra conservatore del Texas, Ted Cruz, il beniamino del Tea Party che si era definito come il solo in grado di fermare Donald Trump, ha annunciato il ritiro dalla corsa dopo essere stato sconfitto nelle primarie dell’Indiana dal tycoon newyorchese: 52,8% a 36,9% con il 75% delle schede scrutinate. Una sconfitta davvero pesante.

Cruz, contava di sottrarre a Trump un numero sufficiente di delegati per impedirgli di ottenerne i 1.237 di cui ha ancora bisogno per evitare la cosiddetta “brokered convention”. La prova del nove ci sarà alle prossime primarie previste in nove Stati, tra cui Nebraska e West Virginia, la settimana prossima e in California il prossimo 7 giugno. Prima dell’Indiana, Trump vantava 996 delegati contro i 565 di Cruz e i 153 di Kasich. Con l’ultimo successo, in cui c’erano in palio 57 delegati, se ne è aggiudicati almeno 51 grazie al 53% circa dei voti ottenuti.

Pare davvero inarrestabile il miliardario newyorchese e nemmeno gli attacchi verbali lanciati a poche ore dal voto da Cruz, che lo aveva accusato di essere un “bugiardo patologico” e un “donnaiolo seriale”, sono bastati per convincere gli elettori dello Stato americano del Midwest a smettere di votare per Trump.

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