Il Presidente Sergio Mattarella con Giuseppe de Vergottini, Presidente di FederEsuli, in occasione della Celebrazione del Giorno del Ricordo delle Foibe e dell’Esodo Giuliano-Dalmata

Una galoppata vincente: 11 partite e 11 vittorie. Fino all’oro olimpico. L’accoppiata Stefania Constantini e Amos Mosaner ha portato così in casa azzurra la seconda medaglia d’oro di Pechino 2022, e la settima medaglia. La vittoria in finale è stata conquistata contro i norvegesi Kristin Skaslien e Magnus Nedregotten con un netto 8-5.

“E’ un sogno che diventa realtà – hanno commentato ai microfoni di Rai Sport -. Abbiamo vinto 11 gare su 11, questa medaglia ce la siamo meritata. E’ una medaglia bella pesante, alla mia prima Olimpiade subito medaglia d’oro. Tanti anni fa sognavo questo momento, l’ho realizzato, è un momento indescrivibile. Sono molto fiera di me stessa, ma c’è da sottolineare che i tiri si fanno in due e c’è un lavoro di squadra dietro. Tanta roba” le parole di Stefania Constantini.

“Siamo stata la squadra migliore, non abbiamo rubato niente a nessuno” ha aggiunto Amos Mosaner.

Entusiasta il presidente della Federazione Italia Sport Ghiaccio, Andrea Gios: “Stefania Constantini e Amos Mosaner sono stati grandissimi, undici vittorie su undici è un risultato storico, mai visto niente del genere, questo è un miracolo”. In una intervista all’Adnkronos ha detto: “E’ stata una gara straordinaria, adesso andiamo a goderci il maschile: anche lì faranno benissimo, con loro c’è Amos…”.

Per il presidente del Coni, Giovanni Malagò, “è un oro che passa alla storia, come quello di Jacobs. Grazie Stefania, grazie Amos. Siete l’orgoglio d’Italia. Non avete vinto le Olimpiadi, le avete stravinte! Guidati da una grande Violetta Caldart, siete stati formidabili nella vostra semplicità: intesa, solidità e affiatamento dovrebbero essere prese ad esempio dall’intero Paese. I vostri sorrisi e la vostra serenità sono stati il più bel messaggio per chi vi ha seguito da casa.
Oggi voi rappresentate l’immagine che tutti noi sogniamo dell’Italia”.

A cura di Roberto D’Orazi – Foto Getty Image

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