PIERLUIGI LOPALCO ASSESSORE ALLA SANITA' REGIONE PUGLIA

Sono passati cinque mesi e si torna sopra quota 100.000 contagi in 24 ore (ieri i dati del ministero parlano di 132.274). La percentuale di occupazione dei reparti Covid è al 12%. Lo scorso anno in questo periodo era al 2%. Quella delle terapie intensive, al 3 %. La prima vecchia soglia d’allerta del 15% è superata più o meno abbondantemente da 5 regioni: Basilicata, Calabria, Liguria, Sicilia e Umbria, che con il 32,2% di letti riservati ai pazienti Covid con le vecchie regole sarebbe in zona arancione.

La curva epidemica è ancora in netta salita ma c’è anche una “buona notizia” quella che la malattia sembra confermarsi ben più lieve di quella osservata con le prime versioni del virus. La gran parte dei pazienti che vengono ricoverati, non è a causa del covid. Hanno altri problemi, entrano in ospedale, gli fanno il tampone, e risultano positivi. Molti medici nei giorni scorsi hanno detto che il problema non è da sottovalutare, poiché anche i “positivi per caso” dovrebbero essere isolati dagli altri pazienti, drenando così letti e personale. Tra l’altro, come ha ricordato la Fiaso (Federazione Italiana Aziende Sanitarie e Ospedaliere) in uno studio, dal 2010 ad oggi abbiamo perso per strada 40mila operatori sanitari e tra entrate e uscite altri 8mila medici e 10mila infermieri mancheranno all’appello da qui al 2024. La carenza cronica di personale si somma al periodo di ferie estive, durate il quale un letto su tre non si può usare per mancanza di sanitari.

“Chi vuole evitare il contagio ha gli strumenti per farlo”, dice  a Repubblica Carlo Signorelli, docente di Igiene e Sanità pubblica al San Raffaele di Milano. Omicron è “il virus forse più contagioso che abbiamo mai visto“. In vacanza meglio stare il più possibile all’aria aperta. I luoghi chiusi “andrebbero evitati il più possibile – secondo l’esperto  – Se all’aperto è raro contagiarsi, nei luoghi chiusi in cui ci si trova a meno di due metri è necessaria la Ffp2″.

Per il professor Luigi Lopalco, professore di Igiene e Prevenzione all’Università del Salento, “siamo vicini al picco” della nuova ondata di Covid, “a metà luglio dovremmo averlo raggiunto“. Una previsione fondata “sull’osservazione di quanto sta avvenendo nei Paesi in cui questa variante di Omicron è arrivata per prima“. In un’intervista al Corriere della sera Lopalco osserva che “è una stragione strana, questa ondata è arrivata al seguito di altre due. Non l’aspettavamo, non così impetuosa. Ora l’incidenza è alta“.

Rispetto al passato, l’aumento dei contagi spaventa meno. La popolazione, spiega Lopalco, “è sempre più resistente grazie all’immunità di comunità che si crea grazie alla minore intensità clinica del virus” e “molti di quelli che si stanno contagiando hanno vissuto altre infezioni, o si sono vaccinati o hanno la cosiddetta immunità ibrida. In altre parole, non finiscono in ospedale“. E’ importante però fare il secondo richiamo: “Abbiate fiducia nel vecchio vaccino – esorta Lopalco – non aspettate il nuovo che potrebbe arrivare in autunno. Il virus circola, non lasciamogli libertà, agiamo ora“.

A cura di Elena Giulianelli – Foto Imagoeconomica

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