Ci attendono giornate sempre più calde, in attesa di un weekend che si preannuncia davvero rovente. Nei prossimi giorni, andrà via via rafforzandosi un maestoso anticiclone africano, che abbraccerà quasi tutto il bacino del Mediterraneo: inizierà così un’intensa ondata di calore, con le correnti nordafricane provenienti direttamente dal deserto del Sahara che andranno ad investire in pieno il nostro Paese.

Dieci città con bollino arancione, che indica condizioni meteo con rischi per la salute e rosso, che indica ondata di calore ed emergenza, per Brescia. Ma già da domani, sabato 19 giugno, 6 le città con bollino arancione. Questi i dati aggiornati ad oggi, del bollettino 2021 del ministero della Salute che monitora 27 città.
In particolare Brescia arancione oggi e domani e rossa domenica.

Quindi tra sabato e domenica si potrebbero inoltre superare i valori raggiunti nello stesso periodo del “temibile” 2003, in quanto la colonnina di mercurio potrebbe sfiorare valori intorno a 40 gradi sulle basse pianure del Nord, tra modenese, bolognese e ferrarese: proprio 18 anni fa, nel mese di giugno, si toccarono 36 gradi a Bologna e Modena, mentre i valori previsti per domenica parlano di 39 gradi a Bologna e Ferrara e 38 a Modena.

A rischio valori da primato anche le zone interne della Toscana e alcuni angoli di Sardegna e Sicilia (fino a 41 gradi sulle zone interne delle isole maggiori). Tra il pomeriggio e la sera di domenica, infiltrazioni più instabili provenienti dall’Oceano Atlantico potrebbero destabilizzare l’atmosfera, con il rischio molto alto di temporali anche violenti ad iniziare dal Nordovest.

“Come per il 2020 – si legge nel sito del ministero relativo alle ondate di calore – la pianificazione delle attività di prevenzione per contrastare gli effetti del caldo è particolarmente rilevante in relazione all’epidemia COVID-19 e alla sua evoluzione. E’ importante, in questo contesto, intensificare la sorveglianza socio-sanitaria,soprattutto nei riguardi dei sottogruppi a maggior rischio, per prevenire eventuali peggioramenti delle condizioni di salute”.

Alcuni recenti casi studio, si sottolinea, “suggeriscono, infatti, una minore tolleranza al caldo delle persone che hanno sviluppato una sindrome post Covid (long-term COVID-19), caratterizzata, anche a distanza di mesi dall’infezione, da sintomi quali difficoltà di respiro e tosse, o altri disturbi come palpitazioni, debolezza, febbre, disturbi del sonno,vertigini, delirium (nelle persone anziane), difficoltà di concentrazione, disturbi gastrointestinali, ansia e depressione”.

A cura di Elisabetta Turci – Foto Imagoeconomica

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