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LE “SPAGELLE” DEL MERCATO

Finalmente il mercato ha chiuso i battenti, gli allenatori hanno il solo “disturbo” delle Nazionali e possono concentrarsi sulle rose a disposizione, non sempre davvero conformi ai loro desideri, mentre i Presidenti tornano a parlare di soldi non da spendere ma da incassare, con i diritti televisivi in primo piano, sperando riescano una volta a fare qualcosa di diverso di bisticciare e l’evoluzione intellettual-economica vada oltre il loro naso, corto o lungo che sia.

E’ tempo di pagelle, quelle che assegnano lo Scudetto, una volta d’agosto ed oggi ottobrino, con le brume e le prime nebbie al posto del sole e delle spiagge, uno Scudetto che poi nessuno ripete a maggio, perché compri Gesù e dopo tre settimane lo “crocifiggono” e lo stesso finisce se invece arriva Barabba!

Quindi che fare? Si potrebbe copiare quanto visto fare dalle nostre Società del pallone, ovvero comperare con i pagherò, visto che prendo Tizio in prestito oneroso per due anni, alla fine dei quali lo comprerò a tutti gli effetti con tanto di cifra stabilita e bonus annessi e connessi; mi pare di stare sul mercato delle auto invece che in quello dei bipedi calcianti e, come in quello delle quattro ruote, l’impressione è che a breve si parlerà di “noleggio”, con al posto dei chilometri la conta delle presenze, minutaggio compreso.

Chi ha fatto il miglior mercato 2020? Su due piedi mi verrebbe da dire l’Atalanta, che ha speso il giusto ed incassato nuovamente cifre enormi, giusto per ribadire il concetto che per fare bene non è necessario svenarsi, anzi, e se poi trovi l’allocco che tira fuori 30 milioni per un giovanotto con venti minuti di presenza in prima squadra, cosa vuoi dire e scrivere? Sono dei FENOMENI a Bergamo, in tutti i sensi, dentro e fuori dal campo.

Certo alla Juve, all’Inter ed in qualche altra piazza non si può fare allo stesso modo, anche in un periodo dove lo stadio resta vuoto, come le casse societarie, perché DEVI vincere e per farlo chissà se bastano i ragazzini o gli sconosciuti ….
Se poi sarà più utile Miranchuk di Chiesa lo dirà il campo, ma il discorso è più ampio e tiene conto delle mire di ciascuno, di cosa ci si aspetta, parlando dalla parte dei tifosi, che non si accontentano mai e “vorrebbero” veder primeggiare sempre e comunque i colori per cui parteggiano, al di là (ma non è compito loro) dell’amministrare finanziariamente, e non solo, una Società, dove il bilancio “dovrebbe” vedere la cifra finale scritta in nero invece che in rosso, magari anche …. profondo!

In questi giorni mi sono divertito a leggere colleghi scrivani di squadre diverse, spesso più tifosi che giornalisti, spesso più giornalai che professionisti, ma anche questo ci sta, perché i tifosi sono il nostro pubblico ed è difficile staccarsi da quello che il popolo pensa e “vuole” gli sia detto; con ciò non faccio morali e non mi ergo a Padreterno, semplicemente rilevo come le idee di molti vengano manipolate dallo spirare del vento.

Quindi quest’anno nessuna pagella e non perché ho riguardato quelle dello scorso anno e sono stato “bocciato”, ma perché ogni tanto bisogna cambiare, rinnovarsi, magari scrivendo di questa e di quella operazione, di questo o di quel calciatore, anziché dare voti a chi poi sarà una delusione o farà molto meglio rispetto alle attese.

Dunque bene l’Atalanta, positivo il mercato del Benevento con giocatori di esperienza, normale il Bologna che non deve certo vincere il tricolore, meno il Cagliari nonostante Godin, mentre il Crotone ha condotto un mercato secondo le proprie possibilità e chissà se basterà per salvarsi, mentre non avrà difficoltà a farlo la Fiorentina anche se il fiore all’occhiello rimane Ribery, un “giovanotto” del 1983, e personalmente tra Callejon e Chiesa mi prendo lo spagnolo anche tra vent’anni….

Il Genoa è stato il solito …. supermercato …. ma già non prendere Balotelli è stata un’operazione da dieci e lode, mentre l’Inter non avrà venduto tutti quelli che doveva (e voleva) ma chissà che alcuni non vengano buoni cammin facendo e se poi si contesta l’arrivo di trentenni ed oltre forse bisognerebbe anche leggere l’età dei titolari ….

Età che la Juve ha abbassato con operazioni al solito straesaltate ma non tutte così fantastiche, tra qualche uscita che “doveva” portare tesoretti (già, doveva …. ma con i prestiti secchi?) ed entrate da cambiali quali Chiesa, Harthur, l’americanino McKennie, è tornato Morata (non un fenomeno), però probabilmente il meglio sarà Kulusevski, pagato a peso d’oro dall’oreficeria bergamasca; alla Continassa hanno firmato quintali di pagherò, forse troppi e tutti davvero di livello?

La Lazio invece si è mossa poco e quest’anno ha pure la Champions ad incidere su un gruppo dove i titolari lo sono “troppo” rispetto alle seconde linee, ripetersi sarà dura, salvo iniziare fin da subito a fare i conti e rinunciando sin da subito a qualche traguardo o all’avere grandi …. ssime ambizioni.

Milan da seguire e Napoli da inserire se si scommette, certo i rossoneri hanno ringiovanito e, pare, bene, ma Ibra saprà o potrà continuare come ha ricominciato? Per gli azzurri la certezza è Gattuso e se ADL ci mette meno becco (e chiacchiere anche oltre la Società) potremmo doverlo riposizionare ben più in alto dell’ultima stagione.

Del Parma americano vogliamo parlare? In Emilia è cambiato quasi tutto, chissà se davvero in meglio, per ora non pare essere così e potrebbe continuare ad essere dura …. come anche alla Roma, dove si esalta, giustamente, il ritorno di Smalling, l’arrivo di Pedro, ma sono troppe le cose da mettere in ordine, come il caso Diawara ben dimostra.

Alla Sampdoria è arrivata gente di nome ed i giudizi sono positivi, ma è andata via gente altrettanto importante a compensare probabilmente l’effetto sul campo, e Quagliarella ha un anno in più …. come i ragazzi “terribili” del Sassuolo, rimasti tutti alla corte neroverde, sperando che ripetano e magari migliorino i risultati del dopo Covid, con quali probabilità di riuscita? Le prime giornate parrebbero dire di sì, ma bisogna anche e sempre considerare chi si è affrontato …. ovvero non proprio la crema del calcio nostrano, con tutto il rispetto ovviamente.

Eccoci poi allo Spezia, matricola dell’ultimo respiro e, nelle previsioni, destinata a retrocedere, anche se poi va a vincere meritatamente ad Udine, accendendo una speranza chissà quanto sostenibile; e chissà quanto sarà sostenibile la stagione del Torino, affidatosi al Professor Giampaolo ma rimasto senza quel regista che per il maestro è figura indispensabile, forse …. come forse sarebbe ora di rivedere un tantino il modo di giocare delle proprie squadre, compreso il portarsi dietro i calciatori conosciuti, visto che gli anni passano per tutti.

Chi resta? Udinese e Verona, con le zebrette friulane non troppo brillanti né sul mercato, né in queste prime giornate ed i gialloblu che hanno ricevuto un regalo di Natale anticipato dalla Roma, ma si sono persi per strada in quel di Parma, dove probabilmente tortellini e lambrusco sono rimasti indigesti quanto Kurtic.
Sbaglierò anche quest’anno? Probabile, anzi possibile, ma anche nel mio caso è tutto da vedere ….

Il Direttore responsabile Maurizio Vigliani – Foto Imagoeconomica
scrivi a: direttore.costantinieditore@gmail.com

Nella foto in alto Urbano Cairo

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