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LA JUVE INIZIA SUBITO CON IL BOTTO

Buona, anzi ottima, la prima della nuova Juve di Andrea Pirlo, che comincia la sua nuova era sulla panchina battendo 3-0 la Sampdoria allo “Stadium”.

Primo tempo a senso unico. Fraseggio insistito dei bianconeri, aggressivi, che muovono bene il pallone e schiacciano subito dietro la squadra di Ranieri.

Sorvola di un soffio la traversa il missile di Danilo dalla grande distanza (7’), Audero ferma il tentativo centrale di Ronaldo (11’), due giri di lancette ed ecco il vantaggio: percussione di CR7 in area, il pallone schizza verso Kulusevski che trova l’angolino con un chirurgico piatto mancino. Meglio di così, l’ex Parma non poteva iniziare. Al 24’ padroni di casa vicinissimi al raddoppio: ripartenza fulminea di Ramsey che serve Ronaldo, botta di sinistro e traversa piena.
Il portoghese ci riprova al 34’, ma senza trovare la specchio da posizione invitante.
Blucerchiati timidi, troppo: zero problemi per Szczesny.

La ripresa si apre con l’incursione e il tiro del giovane Frabotta: Audero presente (48’). La Samp (dentro Quagliarella e Ramirez per dare sostanza all’attacco) cerca di scuotersi: girata alta di Bonazzoli (52’), colpo di testa impreciso di Thorsby (58’). Ritmi intanto più bassi. Poco da raccontare fino al 71’, quando è De Sciglio che cerca il gol di destro: deviazione di Bereszynski, palla che sfiora la base del palo. Audero si oppone coi pugni alla punizione potente ma centrale di Ronaldo, a ruota la Juve graffia per la seconda volta (78’): mischia sugli sviluppi di un corner, Bereszynski a vuoto, Audero d’istinto su McKennie, sfera a Bonucci che timbra senza problemi. Raffica di emozioni nel finale. Szczesny evita il peggio dopo un rimpallo aereo tra Ekdal e Bonucci (83’), Audero si esibisce in una strepitosa parata su McKennie (85’), esce di un niente il diagonale di Quagliarella (87’).

Un’altra rete è nell’aria ed a segnare sono ancora i bianconeri, con Ronaldo che su invito di Ramsey chiude il match con un preciso destro incrociato (88’).

Il Direttore editoriale Carlo Costantini – Foto Lapresse

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