La prima impressione dal vivo è arrivata dopo una settimana dall’inizio del ritiro a Santa Cristina, bella tosta, come le urla “cacciate” dietro a chi faceva le cose diversamente da quanto indicato, a chi era poco concentrato ed attento alle spiegazioni del nuovo mister granata.
In troppi arrivavano da due stagioni in cui sulla panchina erano passati quattro allenatori, nessuno lasciando davvero un segno, al di là di chi comunque aveva conquistato faticosissime salvezze.

La prima cosa che mi è venuta in mente è che in campo c’era uno che si spendeva in prima persona, senza delegare il lavoro al proprio staff, che non girava per il campo con un foglio in mano, senza fare sconti a nessuno, chiunque fosse. Altra cosa di impressione immediata, era che ci fossero giocatori su cui non fare, o farne poco, affidamento; nomi importanti, costosi per acquisto ed ingaggio, ma fuori dai pensieri e dai progetti del nuovo mister.

Tutti costoro erano nella lista dei cedibili, ma già è difficile vendere qualcuno in tempi normali, figuriamoci quando il Covid ha messo le proprie grinfie sul pallone, senza distinzione di colore della maglia, almeno questo uguale per tutti, potenti compresi. Può essere che quando Juric ha tuonato sull’immobilismo societario, lo abbia fatto ben conscio dei problemi, ma abbia comunque tentato di forzare la mano perché arrivasse qualche volto nuovo, dato che erano in diversi ad essere ai margini delle proprie scelte; consapevole però nel medesimo momento che certe trattative erano già impostate ed attendevano solamente il positivo finale.

Quello che il Torino ha fatto da inizio stagione ad oggi è certamente in gran parte merito di un allenatore che ha saputo dare le giuste motivazioni a chi è stato disposto a seguirlo, a coloro dei vecchi che si sono rimessi in gioco, consapevoli di non essere quelli delle ultime due stagioni.
Juric non è un frillo, non sarà maestro o professore, ma le sue squadre hanno un gioco, una fisionomia ben precisa, e senza pretendere di avere chi vuole lui in rosa; meglio un giovane da far crescere che qualcuno con la pancia ed il portafoglio pieni, insomma è lui ad adattarsi a chi ha a disposizione, non viceversa.
Certo le sue parole difficilmente sono mielose, anzi a volte esagera non poco, ma lasciando sempre un segno e, almeno questa è la mia modesta impressione, cercando sempre di allontanare la pressione dalla squadra, come faceva il Mourinho dei tempi belli.

Anche le ultime considerazioni per crude che siano state, hanno coinvolto la Società, il mercato, le difficoltà economiche frutto, anche, di scelte rivelatesi errate …. Però le sue parole il mister le ha spese quando il mirino dei media era puntato sulla squadra, sulle attese e sugli obiettivi futuri.
Oggi che il mercato è aperto, tutti vorrebbero avere chi può permettere, sulla carta, il salto di qualità; ogni giorno si fanno i nomi più disparati, con qualcuno che “dovrebbe” partire da un’ora all’altra e qualcun altro in arrivo allo stesso identico modo.

Cosa farà il Torino da qui al 31gennaio, certamente non lo so, ma senza addii sarà impossibile che arrivi chicchessia; quello che so, e fin troppo bene, è che ci vorrà del tempo per ricostruire e che bisogna nuovamente cercare ragazzi promettenti su cui scommettere.
Sarà pure stato poco simpatico, ma ai tempi di Ventura quanta gente è arrivata in sordina ed ha permesso utili di tutto rispetto? E quanti soldi siano invece stati letteralmente buttati via per seguire le “voglie” di Sinisa, Mazzarri, Giampaolo (che finalmente è andato a fare danni altrove?).
Chi ha voluto Niang, Zaza, Verdi? Bisognava spendere, ma per chi? Per delle “sole” per la maggior parte ancora a libro paga?

Il Toro, al Toro, di sbagli ne sono stati fatti tanti, specie quando si è dato retta alla piazza, a qualche giornalista che pontifica seduto al bar, dando la schiena al campo …. Ovviamente scrivendo di tutto ed il suo contrario, tanto siamo capaci tutti di scrivere cazzate e poi affermare l’esatto contrario, tanto chi si ricorda?
Da qualche mese si sta pian piano rivedendo non il Torino, ma il Toro, con le manchevolezze ed i difetti di sempre, basterebbe conoscerne la storia per saperlo, così come ogni tanto sarebbe necessario togliersi il paraocchi, dando colpe e meriti quando ci sono ….
Perché Juric non lo hanno scelto (e non lo pagano) tifosi e giornalisti, anzi, qualcuno avrebbe confermato gente che non vale Juric, ma è cuoretoro, in B o magari …. A casa!

Il Direttore responsabile Maurizio Vigliani – Foto Lapresse

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