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IL MERCATO CALCISTICO

Alla vigilia dell’ultima di andata ed ai due/terzi della sessione invernale, il mercato del pallone vive ancora di tante chiacchiere e pochi affari conclusi; è vero che a gennaio risulta difficile trovare il fenomeno che cambia volto ad una squadra ed in più c’è da fare i conti con …. i bilanci piuttosto asfittici, con la mancanza pressoché totale di denaro, ma sono comunque tante le formazioni che “avrebbero” bisogno di cambiare alcune pedine.

Certo trovare l’Ibra d’annata non è per nulla facile, anche perché di Ibra in giro non ce ne sono, ed al più chi ce li ha …. se li tiene ben stretti; però qualcosa bisognerebbe pur fare , salvo come al solito attendere gli ultimi secondi dell’ultimo giorno utile, magari scoprendo che neppure con il lancio del contratto mentre si chiude la fatidica porta, si è concluso gran che ….

Ad oggi, chi ha portato a casa le operazioni migliori è certamente il Milan capolista, che con Mandzukic, Meité e Tomori, ha rafforzato ogni reparto e, con l’esperto attaccante croato, inserito un combattente mica da poco, capace di portare ulteriore esperienza ed essere valida alternativa anche in caso di assenza di Ibra.
Così facendo i rossoneri hanno ulteriormente rafforzato la loro competitività e l’essere già al comando della classifica è un dato da non sottovalutare per le concorrenti, chiunque siano, dimostratesi sino ad ora almeno un gradino sotto i ragazzi di Pioli; nessuno ha fornito un rendimento e prestazioni continue, salvo proprio il Milan ed il primato in classifica non è che la diretta conseguenza di ciò.

Dietro mancano i soldi, ma a scarseggiare sono anche le idee e la capacità di programmare, perché la sensazione è che si viva alla giornata, si aspetti che il campione risolva da solo tutti i problemi; il fatto è che non tutti hanno CR7, ma come dice la classifica bianconera, anche se hai un fenomeno come il portoghese basta che questo abbia un bubù qualsiasi e …. sono cavoli acidi!

Tanti nomi quindi per ipotetiche trattative, ma poi alla prova dei fatti tutto resta nelle ipotesi, mentre il tempo passa e nulla cambia di concreto; un esempio è il “caso” Milik, dato che per quanti mesi abbiamo letto di destinazioni cui l’attaccante polacco avrebbe dovuto raggiungere, al massimo nel prossimo giugno?

E dov’è finito Arkadiusz? A Marsiglia e non alla Juve (che secondo i bene informati lo aveva già contrattualizzato), non all’Inter, altra piazza dove lo davano per certo e neppure alla Roma, Società alla quale effettivamente il Napoli lo aveva ceduto nell’estate scorsa …. Quindi tante chiacchiere ed alla fine è la Francia l’approdo di questo centravanti arrivato nel 2016 al costo di 32 milioni ed andatosene per la “considerevole” cifra di otto; attaccante che nel suo periodo napoletano ha collezionato più infortuni delle reti segnate …. ed ha fatto più girare le …. scotole delle gioie riservate.
Ma questo è il calcio, frase fatta, lo so, come quella che l’erba del vicino è sempre più verde ed i tifosi protestano perché ti è sfuggito il fenomeno da 20 milioni che dopo un anno dai in prestito perché invece di un campione ti hanno rifilato una “sola”; ma si sa, il tifoso va accontentato perché è lui l’anima del calcio e magari è sempre lui quello da blandire dai media, anche quando non si va oltre le vere e proprie ca…volate.

Tornando al mercato chi saranno i prossimi acquisti da descrivere con iperboli e titoloni? Ci saranno i grandi acquisti e da parte di chi? Chi prenderà l’attaccante da 15/20 milioni per rafforzare il proprio attacco asfittico, senza accorgersi che il medesimo ha una media di cinque gol a stagione e che nel mezzo campionato si qui disputato è andato a segno una sola vota?
Può essere che cambiare aria faccia bene, ma davvero Kouamé, Pavoletti o Lasagna potrebbero cambiare le sorti di un Toro i cui centrocampisti non danno un pallone decente da giocare ad un bomber, lui sì vero, come Belotti? E quante reti hanno sin qui segnato tali attaccanti celebratissimi ma ancor più costosi?

Parlare del Toro mi è più facile rispetto ad altre, ma ho ancora nelle orecchie certe affermazioni quando gli obiettivi da raggiungere a tutti i costi erano Zaza e Verdi, due che sono costati milioni per ognuno dei rarissimi gol segnati, ed almeno avessero giocato a pallone meglio di un qualunque protagonista di una sfida tra celibi ed ammogliati, magari con “pancetta” annessa e connessa…

Il calcio è pieno di protagonisti ma ancor di più di acquisti rivelatisi brocchi totali e senza andare a cercarli con nomi o in paesi esotici, però come detto, bisogna dare qualcosa, qualche nome, in pasto ai tifosi, qualunque esso sia, meglio se costoso, perché in fin dei conti cos’è una perdita in più per un mondo che vive di debiti?
Non tutti sono così? Beh, tornando indietro alla stagione scorsa chi ricorda gli elogi alla Fiorentina per i grandi acquisti tra l’estate e gennaio? Bene, che ne è oggi della maggior parte di essi, dopo il decimo posto della scorsa stagione, il quattordicesimo di oggi, l’aver cambiato allenatore in ognuna delle due stagioni in corso? Boateng è andato via, come Lirola, Dunkan, Cutrone, Pedro, Badelj, Dabo, Ghezzal … e quale rendimento hanno fornito i “discussi” Ribery, Pulgar ed il già citato Koaumé?

Sarà che servono più “operai” che presunti fenomeni? Ma alla fine è vero che anche gli errori non insegnano nulla, perché altrimenti Balotelli da quanto avrebbe cambiato mestiere?

Il Direttore responsabile Maurizio Vigliani – Foto Imaeconomica

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