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IL BISCOTTO CON LA SARAGHINA

Un derby che non ha offerto niente di speciale, quello tra il Rimini e il Cesena finito in parità. Dire che va tutto bene per i bianconeri per aver ottenuto un punto in superiorità numerica su di un campo da scempio, pare non convincere lo stesso allenatore Modesto. Saranno gli scarpini con poco grasso di balena, sarà la preparazione atletica, sarà il non ritrovare l’amalgama giusta, sarà la paura, ma questa squadra ex nuova, manca sicuramente di una vera identità e personalità che solo un tecnico con le “palle” ed esperienza riesce a costruire. Dunque, gira che ti rigira alla fine della fiera della saraghina faranno veramente fatica trovare il bandolo della matassa le due squadre per raggiungere una tranquilla salvezza.

Il lungometraggio tra difesa e attacco dei bianconeri rimane ancora una pellicola non a fuoco o se preferiamo di pochi fotogrammi che creano effetto e fanno sobbalzare il pubblico amico dalle poltroncine. Parlare dei singoli, mi pare riduttivo, perchè è l’impianto della totalità della squadra che ancora non regge e non fa alzare il contenuto tecnico per costruire la solidità di una classifica che possa quantomeno far parlare di play-off. Peccato, per ora, ma il tempo per cambiare e modificare la parte strutturale architettonica, ancora c’è, occorre prendere in mano cazzuola e badile per rafforzare l’idea che in campo si scende per vincere e convicere.

Mercoledì pomeriggio inoltrato al Dino Manuzzi, nell’anticpo del campionato arriva il Sudtirol, luogo invaso dalle “dolci mele” che hanno sempre fatto concorrenza a quelle romagnole.
Il Cesena nella sua storia, non ha mai affrontato gli abitanti del toponimo tedesco, che arrivano sotto la basilica del Monte come bronzi di Riace a disputare con volontà germanica la gara.
Ciè che possiamo auspicare ai bianconeri contro una forza di “freschezza” vista l’altura degli ospiti è quello di aver digerito in fretta il biscotto con la saraghina con tanto di lische. Lo scriviamo veramente con la speranza di vedere in campo un Guglielmo Tell in groppa al cavalluccio.

Il Direttore editoriale Carlo Costantini – Foto Luigi Rega

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