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BORIS JOHNSON UN CLOWN

Da Johnson ci si può aspettare il peggio, scrisse circa un anno fa l’Economist, che lo aveva bollato come il peggiore dei premier del Regno Unito e che lo descriveva con un titolo cubitale come: “l’ingegnere del caos”, senza scrupoli.
E, se, a dicembre 2019 il coronavirus, era solo un fantasma che ‘passeggiava’ lungo le rive del Tamigi, oggi è diventato il “Rambo virus” che provoca incubi notturni al premier/brexit. Non solo perchè il contagio Bojo se lo è beccato con tanto di brividi alla schiena, ma perchè non ha nella “zucca” una soluzione seria in grado di diminuire le vittime.

Il motivo principale è per l’inquilino di Downing Street che il Regno Unito è da 300 anni che vive in libertà, mentre i paesi dell’Eu non detengono questo record; e, allora, in fondo visto che i morti ci sono sempre stati… e ci saranno anche domani e dopodomani e dopodomani ancora, meglio lo spirito fiero del volare via all’aperto che preoccuparsi dei decessi…

Boris, che non possiede ne poteri intelligenti, ne energie magiche per combattere contro “Rambo virus”, ma si avvale di efficaci metodi di pura propaganda in modo ripetitivo, noioso, quasi isterico e banale ha cazzeggiato anche contro l’Italia che non ha caso è attualmente il primo Stato in Europa con meno infezioni covid-19.

Ed è logico che se un qualsiasi primo ministro attacca un Paese il minimo è quello che come un boomerang riceva indietro una bacchettata come accadeva alle scuole elementari.

Non poteva per tanto mancare la replica immediata del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella a Bojo: “Anche noi italiani amiamo la libertà, ma abbiamo a cuore anche la serietà”.

Forse Johnson vede la city, con la brexit in atto, come una nova Singapore, ma gli storici e gli economisti mondiali, sovranismo si, sovranismo no, vedono un futuro molto nebbioso e piovoso per il Regno Unito.
E, su questo prevedere nerissimo, BoJo farebbe bene a non fare più il ragazzino della prima Comunione, ma ad avere un pensiero politico civile per salvaguardare il suo popolo e quello che lui definisce un superStato.

L’Europa non ha bisogno di fare cenacoli con i britannici, piuttosto da quello che emerge dai dati economici, la matematica come tutti sanno è corta, dovrebbe essere proprio il “biondo del numero 10” a fare una specie di retromarcia con tanto di scuse per non tornare al Medio Evo. Gaio Sallustio proclamava durante l’Impero: “Dopo la gloria, viene l’invidia…”

Il Direttore editoriale Carlo Costantini – Foto Ansa

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