Liliana De Curtis è morta. Era la figlia del Grande Totò

Liliana de Curtis, figlia del grande Totò, è morta. Aveva da poco compiuto 89 anni e si è spenta nella sua abitazione romana nella quale viveva con amore e serenità tra i tanti ricordi di papà.

Fu attrice e scrittrice, frutto della passione sentimentale e travolgente tra il principe e Diana Rogliani, la donna a cui il celebre attore napoletano dedicò la canzone Malafemmena. Il suo nome fu scelto da Totò in ricordo di Liliana Castagnola, donna a cui l’attore napoletano era stato legato e che, si narra, si fosse suicidata per lui.

E proprio Malafemmena è il titolo di uno dei diversi libri che Liliana ha scritto in memoria del padre, figura ormai mitologica del panorama artistico italiano e internazionale sia cinematografico che teatrale.

Ebbe due figli dal primo marito, il produttore Gianni Buffardi: Antonello e Diana. La terza figlia, Elena, fu invece concepita con il secondo marito, Sergio Anticoli.

Il primogenito ricorda così la cara mamma: “L’insegnamento più bello che mi ha lasciato? Aiuto e amore“. Antonello Buffardi de Curtis la descrive come una donna “meravigliosa, divertente, simpatica, piena di vita“. “Ha vissuto alla grande  e purtroppo si è spenta lentamente, molto lentamente e questo è stato un grande dolore”.

La figlia Elena ha deciso di affidare ad uno scritto il dolore per la perdita: “Mamma, la prima parola che pronunci. Mamma , quando ti chiamo, ti vedo correre verso di me, mi prendi in braccio , mi guardi e mi abbracci forte forte al tuo petto. Mamma so che ci sei sempre con me, il calore del tuo corpo mi accompagnerà a vita. Oggi mi fai piangere, ma fino a ieri mi hai fatto sorridere .La vita è fatta di opposti: gioia e dolore, vita e morte, sonoro e muto, giorno e notte”.

Sono due assi che si incrociano e in quel punto centrale è racchiusa l’essenza della vita: l’amore. Senza amore la vita perde il suo significato. Mentre scrivo sento il tuo respiro flebile e stanco, a breve questo respiro non lo udirò più, ma mi pervaderà il sollievo, sollievo perché la tua sofferenza è terminata, apparterrai alla morte, sei diventa seria hai abbandonato le pagliacciate dei vivi. Grazie mamma, mi hai permesso di starti accanto fino alla fine, mi hai permesso di restituirti tutto l’ammore di cu imi hai ricoperto. Ti voglio bene assaje“.

A cura di Samanta Costantini – Foto Imagoeconomica

Redazione IL POPOLANO

La Cesenate

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