L'allenatore Walter Mazzarri
Tra le tante che ho letto dopo il “pianto-azzurro” contro l’Argentina, non il primo e difficilmente l’ultimo, poteva mancare chi, tra i calciatori, trovava la soluzione giusta unendo lavoro duro e vittorie?
Quello del “lavoro duro” è un ritornello scontato, specie dopo una (o più) sconfitta; c’è calciatore e/o allenatore che non ci propinano la ricetta magica quando le cose vanno male?
In quel frangente ti viene immediatamente da chiederti perché non lo avete pensato sin da subito di lavorare, con un gran punto di domanda: saranno scemi?
Prendere in giro il prossimo è uno tra i giochini preferiti in tutto il mondo, specie in Italia dove si è maestri dell’argomento, onde per cui perché non riciclare l’antica ma sempre valida ricetta?
Poi saranno i risultati a dare la risposta e se capita che retrocedi, allora vuol dire che ha ragione il proverbio, tra il dire ed il fare c’è di mezzo il mare …. ed ogni riferimento al Cagliari è puramente casuale; pur se “piangina-Mazzarri” la ricetta la esternava anche più volte a settimana, ovviamente alternata ad una distribuzione proditoria di colpe, sempre con lui escluso naturalmente!
Lavorare duro e questi poveri ragazzi che già fanno mille sacrifici per un tozzo di pane come possono farcela? Due ore di allenamento al giorno, cinque giorni la settimana, poi la partita e se perdi chi li sente i tifosi, che magari ti sputtanano sui social se ti beccano in discoteca, alle tre del mattino, mentre ti diverti dopo che ne hai prese quattro e retrocedi dritto e filato?
Qui bisogna cambiare mentalità e, magari dichiarazioni, dato che il lavorare duro fa il paio con il tirare fuori la grinta, altra “medicina” che però in farmacia non la si trova, ma viene sempre buona nei momenti negativi; salvo che poi, la partita successiva, dopo aver lavorato duro e fatto iniezioni di grinta, ne prendi quattro ed allora capisci che sarebbe il caso di cambiare il “medico”, vero Mancini?
Il Direttore responsabile Maurizio Vigliani – Foto Silvano Galassi

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