Dopo la nuova schedina del Totocalcio, in attesa del nuovo protocollo anti Covid che stravolge quello dei “furbetti” del pallone e mentre attendiamo che al VAR mettano un robot, così magari TUTTE le azioni potenzialmente incriminate vengano vagliate in egual misura, si gioca ….
…. Con positivi che si negativizzano e negativi che diventano positivi, tanto come diceva il poeta …. così è se vi pare …. e quindi tanto vale andare avanti, visto che fermarsi non si può, pena la restituzione di quegli introiti che mandano avanti la baracca: i diritti televisivi, anche se chi li paga perde il segnale dopo venti minuti di partita ed era meglio quando si giocava in inverno, la domenica alle 14,00 e spesso era la nebbia a non farti vedere più dell’area di rigore davanti la curva!

La ventiduesima propone scontri interessanti, con un’Atalanta-Inter da fuochi d’artificio ed un contorno fatto di sfide dove in molti casi chi insegue l’Europa incrocia chi invece rischia la retrocessione ed in entrambi i casi si tratta di pochissimi punti e basta un risultato per rimescolare il tutto.

Si comincia con il Toro che va nella Genova sampdoriana per tentare di fare punti anche in trasferta dopo aver “suonato” per bene la Fiorentina, mentre i ciclisti cercano punti per allontanarsi dalla zona calda; è la Doria ad aprire le danze, su errato rinvio del portiere granata, ma il vantaggio dura poco e nella ripresa è ancora il Toro ad andare a segno. Vittoria meritata per i granata di Juric, nonostante i quattro positivi ed al di là di un D’Aversa che lamenta la sfortuna e che i suoi abbiano avuto le occasioni migliori; naturalmente ognuno tira l’acqua al proprio mulino, specie quando perde, ma i voti su tutte le pagelle smentiscono il tecnico doriano che probabilmente non si è accorto come il migliore sia stato il suo portiere, cosa che “forse” qualcosa vuol pur dire ed inoltre i numeri della partita siano alquanto impietosi nei confronti dei suoi.

Nel tardo pomeriggio, la Lazio va a Salerno, mentre il patron laziale si siede davanti alla tv; una sua comparsata in Campania sarebbe stata non troppo gradita visto come sono andate le cose dall’estate in poi …. sul campo non c’è partita ed i tre gol di scarto paiono anche un mezzo regalo. D’altra parte a Colantuono ne mancano tredici e manda in campo gente appena negativizzata e Primavera fermi da prima di Natale, in quelle condizioni cosa potevano fare i granata? Sarri invece, a fine partita sbotta contro l’indice di liquidità e chi, con debiti, può comperare; certo, da ex bancario il buon Maurizio qualcosa dovrebbe saperla, e semmai chieda spiegazioni al suo padrone …. o sarà che dipende dal non poter più “scaricare” gli esuberi laziali proprio a Salerno, per far quadrare conti …. tondi?

Serata in bianconero, visto che allo Stadium juventino arriva l’Udinese, altra “derelitta” da Covid, ma il regolamento è ancora quello, anche se il buon Marino, uno che ne ha viste di tutti i colori, avrebbe volentieri fatto a meno di stupirsi una volta di più, dopo aver fatto la figura del numero 200 del ranking tennistico contro Gasp/Djokovic …. a proposito, applausi al numero uno del tennis mondiale, un altro a cui di certe “piccolezze” come il Covid frega un ca..o. La Juve ritrova Dybala e porta a casa tre punti non proprio facilissimi, dato che le statistiche parlano di occasioni da gol più friulane che piemontesi; però quel che conta è il risultato finale, non le occasioni o il gioco creati …. semmai bisogna ancora aspettare per il rinnovo della Joya, ammesso che arrivi, pur se sarebbe ora di smetterla di esaltarlo ad ogni rete (e quelle che sbaglia, anche facili facili?), dato che non sempre dimostra di valere il talento che si dice in suo possesso.

Magari sbaglio, ma finché si andrà dietro alle richieste economiche di gente “decisiva” in dieci partite l’anno, non si verrà mai fuori dalla situazione di un calcio indebitato in misura ormai oltre i limiti, anche quelli della decenza; il talento è gran cosa, ma bisogna dimostrarlo in campo e fuori, possibilmente non a corrente alterna ed affiancato a quella personalità che invece è più latitante di certi capi mafia. Il discorso vale ovviamente per tutti e non solo per la Juve, perché tutti hanno tra le proprie file calciatori dimostratisi delle “sole”, pagati però, a peso, molto più dell’oro e che si ritrovano a scadenza e non rinnovano, magari per andarsene e lucrare (loro ed i loro agenti) ingaggi immeritati, ammesso di trovarli ….
Ma torniamo al calcio giocato, che la domenica ci propone un antipasto interessante quale Sassuolo-Verona, vicinissime in classifica e reduci da prestazioni agli opposti; con la prima dilagante sul difficile campo di Empoli e la seconda fermata in casa dall’ultima in classifica, la Salernitana.

Passa una settimana e le posizioni si ribaltano, con il meritato 4-2 con cui l’Hellas espugna il Mapei e con un Barak che si “traveste” da CR7 e si porta a casa il pallone dopo una tripletta, mentre i campioncini in neroverde perdono lo splendore con cui erano arrivati alla partita; una alternanza di prestazioni che ci sta visto che si tratta di ragazzi ancora giovani, ma che probabilmente dimostra come ci si trovi di fronte a buoni calciatori, non a campioni e, come detto qualche riga sopra, che andrebbero un po’ meno esaltati anche solo per una rete che, spesso, “salva” prestazioni del tutto normali.

Nell’ora della digestione post pranzo, vanno in campo Venezia ed Empoli, dopo una settimana passata a leccarsi le ferite di due brutte sconfitte casalinghe, preventivabile quella del Venezia contro il Milan, assai meno quella già vista dei toscani contro il Sassuolo.
Nella sfida del Penzo è l’Empoli a partite meglio, andare in vantaggio e chiudere in questo modo il primo tempo; nella ripresa è invece il Venezia a scuotersi ed il pareggio finale è il giusto epilogo di uno scontro in cui ci si è divisi anche i due tempi e nel corso del quale è tornato in campo il “vecchio” portoghese Nani, già passato in Italia con la maglia della Lazio (2017/18), senza per altro lasciare particolari ricordi.

Strano che a Venezia abbiano rispolverato il portoghese, che è vero, ha dall’alto dei suoi 35 anni suonati e dei trascorsi, grande esperienza, ma sarà davvero la scelta giusta per la salvezza degli arancioneroverdi?
Dopo una tazza di the con annessi biscottini, è la Roma che attende all’Olimpico l’assalto del redivivo Cagliari di questo inizio di 2022; i ragazzi di Mou pare si siano fermati alla vittoria di Bergamo e ancora devono fare il primo punto da inizio anno, mentre Mazzarri vuole proseguire la rincorsa e superare il Venezia, che per altro deve recuperare una partita.

Lo spettacolo non è gran che ed ai giallorossi basta un rigore per avere ragione di un Cagliari che tira in porta per la prima volta dopo ottantaquattro minuti, con Mazzarri che quando perde trova sempre un colpevole, e non è lui ovviamente; con la vittoria la Roma aggancia il sesto posto, a pari punti con la Lazio, mentre il Cagliari rimane terz’ultimo, due punti meno del Venezia, che però ha una partita da recupere.
In serata il clou della giornata, con la Dea che ospita l’Inter capolista; grandi motivazioni per entrambe le formazioni, con i bergamaschi raggiunti dalla Juve ma con il vantaggio di avere due partite in meno, mentre i nerazzurri milanesi vogliono proseguire il filotto di vittorie e respingere l’eventuale assalto del lunedì pomeriggio da parte del Milan.
La gara è “vera”, con i bergamaschi che lottano su ogni pallone ed i milanesi che trovano pane per i loro denti; non si notano i tanti assenti nell’Atalanta, mentre l’Inter ha sì un maggior numero di occasioni da rete, però commette alcuni errori che potrebbero costare davvero cari.
Alla fine i migliori in campo sono i portieri, veri protagonisti di uno 0-0 piacevole e con occasioni da entrambe le parti, sventate con bravura quando le punte hanno trovato la mira giusta; se poi entrambi gli allenatori, pur soddisfatti, recriminano per la mancata vittoria, beh, torniamo al discorso di prima …. ognuno vede la partita che vuole e noi ce ne faremo una ragione, come sempre.

Il lunedì, prima dell’ora di cena inizia la parte finale della giornata, con Milan-Spezia e Bologna-Napoli che possono valere il primato provvisorio per i rossoneri, mentre il Napoli vuole dimenticare in fretta l’esclusione della Coppa Italia e continuare ad accarezzare il proprio sogno scudetto.
Al Dall’Ara i ragazzi di Spalletti dimostrano immediatamente di aver dimenticato la brutta serata di Coppa, mettendo alle strette un Bologna che dopo venti minuti deve arrendersi; Napoli che non smette di attaccare anche dopo il vantaggio e che trova il raddoppio all’inizio della ripresa, senza che i felsinei riescano a rendersi pericolosi , se non nel finale di partita, senza però riuscire a riaprire la partita.

Buona e pronta risposta della squadra di Spalletti, che supera lo scoglio bolognese senza grandi sofferenze e recuperando alcuni degli infortunati, mentre per i rossoblu la sconfitta non cambia le prospettive di un campionato tranquillo, pur se ad un certo punto si era sognato qualcosa in più.
A San Siro il Milan tenta il sorpasso ai cugini, magari solo provvisorio, ma comunque importante in un momento cui l’infermeria è sempre troppo piena ed il mercato non ha ancora compensato le assenze, soprattutto in difesa; lo Spezia dal canto suo vuole dare seguito alla vittoria in casa del Genoa e migliorare una classifica comunque discreta.

Il primo tempo conferma le attese, ma il Milan non riesce ad andare oltre l’1-0, sbagliando un rigore e trovando Provedel in vena di prodezze (ma qualche rossonero ha messo le scarpe al contrario ….); la ripresa conferma inizialmente quanto visto nel primo tempo, ma poi arriva improvviso il pari ligure e, dopo un errore marchiano dell’arbitro, che annulla una rete dopo aver fischiato un fallo invece di lasciar giocare, ecco la frittata che permette agli spezzini di portarsi a casa tre punti di platino!

Non è la prima volta che un arbitro fischia anziché lasciare continuare il gioco sul vantaggio, e questa volta l’aggravante è che poi arriva la beffa di un contropiede letale e possiamo immaginare la rabbia rossonera, a ragione, mentre l’Inter si gode il primato e vincendo il recupero potrebbe portare a cinque i punti di vantaggio sui rossoneri.
Il problema è che a situazioni di questo genere non c’è rimedio, l’errore rimane grande o piccolo che sia; il Milan può certo recriminare, ma senza dimenticare che la partita è stata alquanto deludente con troppi errori sia in avanti che in difesa, dato che lo Spezia non è mai stato a guardare e nella ripresa ha sfiorato il gol in diverse occasioni.
Prendersela con l’arbitro può starci, l’errore è grave, ma il rigore sbagliato da Hernandez lo è di meno? Sbagliare dal dischetto, e per i rossoneri è il terzo in stagione, quanto vale rispetto al fischio troppo affrettato? Ed il gol di Gyasi? Era davvero inevitabile? Forse un po’ di mea culpa non sarebbe poi così sbagliato sbagliato.

Finalmente finisce la tre giorni pallonara (e domani c’è già la Coppa Italia), con la Fiorentina che attende il Genoa, un’altra partita che sulla carta non dovrebbe avere storia, con i rossoblu che dopo il licenziamento di Sheva mandano in panca Konko ed attendono un nuovo allenatore, che sarebbe il quarto a libro paga, e fortuna che erano arrivati gli americani a cambiare le vecchie abitudini del Grifone, in quello che sembra sempre più un Vietnam invece che lo sbarco a Quarto dei Mille ….
Effettivamente la partita è una “passeggiata” per i viola, che giocano a tennis, sbagliando persino un rigore, contro un Genoa impantanato nelle sabbie mobili create nell’ennesima stagione allucinante, e fortuna che ci sono i marines!

Europa più vicina per la Fiorentina, retrocessione ancor meno distante per i rossoblu, cui servirebbe un miracolo che tra Dirigenza, staff e calciatori difficilmente troverà la strada maestra.

La ventiduesima sembrava una giornata più tranquilla di altre, con alcuni risultati sulla carta scontati, ne è venuto fuori un turno non privo di sorprese, anche grandi, e persino un altro licenziamento di un tecnico (D’Aversa) ed il prossimo fine settimana, che precede la sosta per la Nazionale, prevede scontri che potrebbero dare ulteriori scossoni alla classifica, sia davanti che dietro, mentre il mercato continua a tenere banco in attesa di botti finali che chissà se arriveranno davvero ….
Maurizio Vigliani

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