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TORNA L’ORA LEGALE

La notte tra sabato e domenica, precisamente alle ore 2:00 di domenica 29 marzo 2020, si dovranno spostare le lancette di un’ora. Si dormirà dunque un’ora in meno, ma si avrà più luce la sera. L’ora legale durerà fino a domenica 25 ottobre 2020, quando rientrerà in vigore l’ora solare.

L’obiettivo è quello di produrre un risparmio energetico dovuto al minore utilizzo dell’illuminazione elettrica. L’ora legale non può ovviamente aumentare le ore di luce disponibili, ma solo indurre ad un maggior sfruttamento delle ore di luce che sono solitamente “sprecate” a causa delle abitudini di orario. Con l’utilizzo dell’ora legale, nel nostro Paese, in 6 anni sono stati risparmiati ben 6 miliardi di Kilowatt/h (parliamo del fabbisogno annuo medio di circa un milione di famiglie), per un guadagno pari a quasi 900 milioni di euro. È stato fatto osservare che però, aumentando le ore di tempo libero diurno, si ha un maggiore consumo di carburante consumato circolando dopo l’orario di lavoro, prima della cena.

Il cambio d’ora ha tuttavia delle ripercussioni anche sul nostro organismo in particolar modo nei primissimi giorni. Alcune persone, infatti, lamentano disturbi dovuti all’alterazione del ciclo sonno-veglia. Si tratta dello stesso fenomeno che si riscontra nelle persone che viaggiano in aereo tra paesi separati da diversi fusi orari (il cosiddetto jet lag); in questo caso però l’effetto è minore perché il cambiamento di orario è di una sola ora e molte persone non avvertono alcun disturbo. L’organismo potrebbe reagire così con insonnia, stanchezza e irritabilità.

La Commissione europea ha deliberato che spetta ai singoli Paesi decidere quale fuso orario adottare, entro il 2021. Dal 2021 non ci saranno più spostamenti di lancetta all’interno della propria nazione, in quanto il fuso deciso si adotterà tutto l’anno. L’ultimo cambio di ora per quelli che decideranno di mantenere in modo permanente l’ora legale avverrà quindi l’ultima domenica di marzo del 2021, mentre per i Paesi europei che preferiscono mantenere l’ora solare, gli orologi cambieranno per l’ultima volta nell’ultima domenica di ottobre dello stesso anno. L’effetto collaterale è quello di avere dei fusi orari sparsi all’interno dell’Europa, in funzione delle scelte decise.

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