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L’ESTATE E’ TERMINATA

È ufficialmente iniziato l’autunno. Alle 9.50 del 23 settembre è scattato l’equinozio giorno in cui “la durata del giorno è uguale a quella della notte”. Significa che il disco del Sole resta lo stesso numero di ore al di sotto e al di sopra dell’orizzonte”. Lo stesso giorno nell’emisfero meridionale comincia, invece, la primavera. Dallo scorso weekend l’estate sembra già un ricordo per gran parte dell’Italia. Una perturbazione ha infatti portato temporali su diverse regioni, dove è scattata anche l’allerta per rischio idrogeologico. Sono previste piogge sparse per tutta la settimana, condizionata da un “insidioso ciclone atlantico”.

Il maltempo arriva dopo un’estate in cui dal punto di vista climatologico è caduta in Italia quasi un quarto della pioggia in meno della stagione (-23%), ma si sono verificati un totale di ben 841 eventi estremi tra trombe d’aria, bombe d’acqua, grandinate e venti forte, quasi il doppio dello stesso periodo dell’anno precedente (+84%). “L’estate 2019 – sottolinea Coldiretti – si è classificata in Italia come la terza più calda da almeno sessanta anni con una temperatura che è stata superiore di 1,7 gradi la media di riferimento, più bassa solo di quella delle estati bollenti del 2003 e del 2017 ma l’anomalia è evidente anche in Europa dove l’estate si classifica al quarto posto tra le più calde mai registrate con una anomalia di +1,78 gradi rispetto alla media di riferimento. Una tendenza confermata a livello planetario – spiega l’associazione – dove si classifica addirittura al secondo posto delle più bollenti dal 1880 con una temperatura sulla superficie della terra e degli oceani, addirittura superiore di 0,93 gradi rispetto alla media del ventesimo secolo, sulla base della banca dati del National Climatic Data Centre (NOAA)”. Si tratta – continua la Coldiretti – di una conferma delle preoccupazione sulla tendenza al surriscaldamento climatico sostenute dall’attivista Greta Thunberg e da milioni di giovani in occasione dell’appuntamento sul clima dell’Onu”.

“In Italia l’eccezionalità degli eventi atmosferici – ricorda ancora l’associazione – è ormai la norma, tanto da aver condizionato nell’ultimo decennio la redditività del settore agricolo, con le perdite di raccolti dovute a calamità naturali che hanno assunto un carattere ricorrente. Il risultato – conclude Coldiretti – è una perdita da 14 miliardi di euro in un decennio per l’agricoltura italiana, tra danni alle strutture e alle infrastrutture nelle campagne e perdite della produzione agricola nazionale”.

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