Una tragedia dalle dimensioni che ancora si fatica a delineare. Sarebbero una quindicina gli escursionisti ancora dispersi sulla Marmolada in seguito al crollo di un seracco di ghiaccio tra Punta Rocca e Punta Penia. Lo si apprende da fonti dei soccorritori che stanno ancora lavorando per definire con certezza il numero esatto. Un equipaggio dei vigili del fuoco permanenti di Trento è stato portato sul ghiacciaio per proseguire le ricerche con i droni.

Secondo le verifiche fatte sulle strade di Passo Fedaia e nei parcheggi attorno al lago Fedaia, da cui partono gli attacchi dei sentieri che portano alla Marmoalda ci sono 16 auto il cui proprietario non è ancora stato identificato. “Al momento non sappiamo se le auto sono delle sei persone decedute o dei dispersi o di persone che non sono interessate all’evento. Questo lo sapremo domani sulla base delle segnalazioni e delle indicazioni che arriveranno”. Lo ha detto il presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti. Delle verifiche saranno fatte anche sul lato bellunese della montagna perché da malga Ciapela potrebbero essere salite altre persone. “Una situazione che lascia comunque poca speranza”, ha detto il capo della Protezione civile del Trentino, Raffaele De Col.

Il Soccorso alpino nazionale ha istituito un numero da chiamare per segnalare il mancato rientro di amici e familiari. Il numero è 0461-495272 e l’avviso è stato diffuso in italiano e in inglese.

La procura di Trento ha aperto un fascicolo sul crollo del seracco in cima alla Marmolada che ha causato la morte di almeno sei alpinisti e il ferimento di altri nove, due dei quali in gravi condizioni. Disastro colposo è il reato ipotizzato, al momento a carico di ignoti. Ad occuparsi delle indagini, con il procuratore Sandro Raimondi, é il pm Antonella Nazzaro. Ma il bilancio potrebbe peggiorare: secondo quanto è stato finora ricostruito, la valanga ha travolto due cordate da sei alpinisti. Per gli inquirenti la valanga sulla Marmolada è “un disastro inimmaginabile, una carneficina tale che solo difficilmente ci permetterà di identificare con esattezza l’identità delle vittime perché i corpi sono stati smembrati” dalla colata di ghiaccio e sassi. Tra le vittime ci sarebbero anche le guide.

elicottero del soccorso alpino in azioneAnsa/soccorso alpino elicottero del soccorso alpino in azione

Un seracco si è staccato dal ghiacciaio della Marmolada, provocando una grossa valanga che è piombata a valle e sul sentiero. Sono almeno 6 le vittime accertate, 18 le persone evacuate dalla vetta  e non si ha un numero preciso dei dispersi. Al momento, fa sapere il Soccorso Alpino e Speleologico Veneto, si stanno verificando le auto parcheggiate per cercare di capire se e quanti manchino ancora all’appello. La Marmolada è interdetta al pubblico al momento. Un elicottero con a bordo personale dell’Arpav e del Soccorso alpino sta ancora effettuando una ricognizione dall’alto.

La parole di uno dei soccorritori, tra i primi ad arrivare sul luogo della tragedia

Quando ci hanno chiamato, all’una e mezzo, ci hanno detto che è  venuta giù la Marmolada, è venuta giù la cima della Marmolada, che non è altro che un grande pezzo di ghiaccio che si è staccato e ha investito tutti quelli che erano sul ghiacciaio“. E’ il racconto di Luigi Felicetti, tecnico del Soccorso Alpino dell’Alta Val di Fassa che è intervenuto per soccorrere gli alpinisti travolti dal crollo del seracco di ghiaccio. “Quando siamo arrivati – ha aggiunto – ci siamo trovati davanti ad uno scenario pazzesco, c’erano blocchi di ghiaccio e roccia enormi dappertutto, abbiamo cominciato a cercare e abbiamo trovato le prime vittime“. Secondo Felicetti gli alpinisti non hanno colpe. “erano tutti con corde e ramponi, erano attrezzatissimi, sono stati tanto sfortunati“.

Da Draghi profondo cordoglio per le vittime e ringraziamenti per i soccorritori

Il presidente del Consiglio, Mario Draghi, esprime il più profondo cordoglio per le vittime del terribile crollo sulla Marmolada. Il Governo è vicino alle loro famiglie e a tutti i feriti“. Lo fa sapere Palazzo Chigi. “Il presidente Draghi è costantemente informato sull’andamento dei soccorsi dal Capo del Dipartimento della Protezione Civile, Fabrizio Curcio, dal Presidente  della Regione Trentino Maurizio Fugatti, dal Soccorso alpino, dai Vigili del fuoco, dalle autorità locali, che ringrazia per il loro incessante lavoro“, segnalano dalla presidenza del Consiglio.

Cosa è un Seracco e perché si è staccato

Il distacco, secondo le prime informazioni del Soccorso Alpino, si sarebbe verificato nei pressi di Punta Rocca, lungo l’itinerario di salita della via normale per raggiungere la vetta. Sono state attivate tutte le stazioni del soccorso alpino della zona, sono stati impiegati 5 elicotteri ed unità cinofile per verificare l’eventuale presenza di  altre persone.

Il ghiacciaio della Marmolada è un ghiacciaio vallivo che scende lungo il versante settentrionale della Marmolada, la montagna più alta delle Dolomiti. Un seracco è il grosso blocco di ghiaccio che forma il lato di un crepaccio. I crepacci trasversali e longitudinali si formano durante il movimento lento ma costante di un ghiacciaio verso valle. Le alte temperature rendono instabili queste strutture. Proprio ieri sulla Marmolada era stato raggiunto il record delle temperature, con circa 10 gradi in vetta.

Il seracco di ghiaccio crollato sulla MarmoladaAnsa/soccorso Alpino Il seracco di ghiaccio crollato sulla Marmolada
A cura di Televideo – Foto Ansa

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