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UGO VANDELLI IL VERO SINDACO

Non è facile per nessuno avvicinare i superiori che guidano la nostra redazione con senso di amore e grande professionalità. Ma chi meglio del nostro Vice – direttore Ugo Vandelli può spiegare ai nostri lettori l’allarme criminalità che si ripercuote quotidianamente nel nostro Paese.
Abbiamo ascoltato con piacere chi dunque ha vissuto una vita in polizia a protezione di tanti cittadini onesti, commercianti e anziani.

LA SUA CARTA D’IDENTITÀ PARLA CHIARO – Ugo Vandelli è nato a Bologna il 10 agosto 1950 e ha trascorso più dei 2/3 della sua vita in polizia dal 1968 al 2010. Negli anni trascorsi su strada è passato dalla guerriglia urbana al terrorismo e dalla micro alla macro criminalità. Piacenza (reparto mobile), Cesena (polizia stradale e commissariato), Forlì (polizia ferroviaria).
Lasciato il servizio per limiti di età è diventato giornalista pubblicista ottenendo l’incarico di vice direttore del periodico sportivo “Cesenalè” e del quotidiano nazionale online “Il Popolano” del nostro gruppo editoriale Costantini. Inoltre è attualmente referente per la sicurezza della UIL di Cesena e dirigente della società “Cesena Basket 2005” che milita nel campionato regionale di serie D.

Ancora oggi – ce lo dice con una smorfia – Ugo Vandelli se nota qualche “situazione” a rischio, di pericolo – al limite della legalità – non riesce a non intervenire.
Deformazione professionale o imprudenza, come spesso gli viene fatto notare, questo è il dilemma…, ma la verità è una sola, quella che Vandelli è più di un Sindaco per una città da salvaguadare…

PARLIAMO DI SICUREZZA: Per lei Cesena è ancora un’isola felice o una specie Bronx americano?
Percezione o evidenza dei fatti?

Le voci come sempre sono discordanti. Quando mi sono trasferito da Bologna a Cesena nel 1971 rimasi colpito dal fatto che la chiave della porta di casa si custodiva sotto lo zerbino o addirittura si lasciava nella toppa, si era liberi di uscire di casa senza pensare al peggio.
Poi con il passare degli anni ricordo che sono nate le prime serrature anti ladro, poi le inferiate alle finestre, poi gli allarmi anti intrusione e così via, sempre più blindati, in una escalation di tentativi per assicurarsi un minimo di sicurezza passiva che non è certamente il massimo.
Sul fronte operativo, vista la situazione attuale, senza creare facili allarmismi, ritengo occorra intensificare la vigilanza nelle ore notturne – ad esempio alla stazione ferroviaria, teatro di varie azioni criminose – con pattuglie delle tante, ma poche sul territorio, forze di polizia; recuperare la figura del poliziotto – carabiniere – vigile di quartiere, e se del caso, utilizzare anche la vigilanza privata come accade in altre regioni emancipate. Video sorveglianza, anche se servirebbe una telecamera in ogni angolo della città e della periferia, che funga da deterrente, non sempre fornisce i risultati sperati. Il controllo di vicinato, a mio avviso, rimane ancora oggi il deterrente più sicuro e a costo zero. Basta che i cittadini – con senso civico – imparino a guardare con le orecchie e a sentire con gli occhi, poi se del caso segnalino i fatti alle forze di polizia.

ALTRO TEMA CHE SCOTTA L’INSICUREZZA, COSA NE PENSA DOTT. VANDELLI: i reati non sono calati, così come vogliono farci credere le sbandierate statistiche istituzionali. Sono invece calate le denunce, quelle sì, dei furti, delle spaccate, del vandalismo gratuito, dei saccheggi, delle risse ed altro ancora, da parte dei cittadini che al danno non vogliono subire la beffa nel perdere altro tempo prezioso, con lunghe attese, presso i presidi di polizia o essere minacciati da bande poco raccomandabili. Denunce che normalmente non portano a niente. Viceversa, in caso positivo dell’intervento o dell’indagine, senza certezza ed efficacia della pena, il più delle volte il criminale è già a spasso ancora prima degli offesi dal reato o degli stessi agenti impegnati nella ferruginosa burocrazia tutta italiana. Finché vedremo in ogni angolo delle strade gli “insistenti” accattoni, che sono al primo livello di sopravvivenza; che passerà al secondo livello con le incursioni nelle chiese, nei garage, nelle abitazioni, nei negozi, nelle auto in sosta o peggio ancora verso le persone; per poi portarsi al terzo livello, cioè nelle bande organizzate in reati su commissione, caporalato, sfruttamento della prostituzione, traffico di sostanze stupefacenti, ecc… Così come, se continueremo a notare i perdi tempo o nullafacenti, spesso con iPhone di ultima generazione, scarpe sportive e tute griffate, auto di grossa cilindrata, ed altro ancora, senza chiederci come ne sono venuti in possesso e/o come “vivono” senza un reddito accertato, credo che la battaglia sia già persa in partenza.

ORA NON SI FA CHE DISCUTERE SULLE ARMI E IL LORO USO, LEI CHE IMPRESSIONE SI E’ FATTA DOPO TUTTA LA SUA GAVETTA SUL CAMPO?: a gennaio del 1982, è iniziato un nuovo percorso della mia lunga e variegata permanenza in polizia. Corso al CNSPT di Nettuno (3mesi) nel quale mi sono specializzato istruttore di tiro rapido. A settembre al CNT di Parigi (2 mesi) per diplomarmi maestro di tiro e successivamente direttore del poligono di tiro al CAPS di Cesena per 9 lunghi anni. Malgrado ciò non sono mai stato un patito delle armi: forse questo è l’approccio giusto per gestire un’arma da fuoco, corta o lunga che sia. Ricordo che la prima cosa che insegnavo agli allievi che transitavano alla scuola era: “ricordate che la pistola più pericolosa è quella scarica, o presunta tale…” Ho scritto un manuale professionale sulle tecniche, la sicurezza e l’addestramento al tiro – in dotazione alla polizia di stato dal 1990 al 2006 – utilizzato anche da altre forze di polizia e privati cittadini. Sono soddisfatto perché ha avuto la fortuna di essere consigliato da organi specializzati della materia anche ai campioni di tiro sportivo partecipanti alle Olimpiadi di Atene nel 2004.

PRESTO I CITTADINI SI RITROVERANNO ALLE URNE PER LE AMMINISTRATIVE. HA MAI PENSATO DI CANDIDARSI SINDACO DI CESENA?
: Candidarmi, una bella domanda…? Sono stato contattato…, così come molti cittadini e conoscenti si rivolgono a me per richieste, consigli, chiarimenti, interventi.
Sono sempre disponibile ad impegnarmi in prima persona, visti i miei trascorsi e/o perché fondamentalmente non sono capace di tirarmi indietro. Purtroppo, però, i conti non tornano.
Infatti alle amministrative del 2014, alle quali mi sono presentato con una lista civica creata con Stefano Angeli (Progetto Liberale) ho raccolto, se non ricordo male 22 voti. È vero, come dice mia moglie Cristina, che le persone che mi hanno votato se messe in fila sono tante, ma in “politica” non hanno un peso specifico… Questo, ahimè, è quello che vuole la gente. Lamentarsi sempre, ma in quanto a cambiare… lasciamo perdere. A questo punto mi ricordo che dubitai anche sul voto dei miei familiari, ma come dice un vecchio adagio tentar non nuoce.

A cura di Silvia Camerini – Foto Archivio Redazione

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