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U.S.A. THE PRESIDENT IS…

…L’articolo doveva essere una sorta di breve presentazione di Joe Biden, che i numeri danno come quarantaseiesimo Presidente degli Stati Uniti, ma al riscontro dei numeri manca quello dell’ufficialità, ovvero la cosa più importante, e manca perché Donald Trump, il Presidente uscente, le sta tentando tutte pur di non dover lasciare la Casa Bianca.

A dire la verità, non è che il comportamento del vecchio Tycoon sia inaspettato, anzi, era più che prevedibile in caso di sconfitta il ricorso a qualunque mezzo, anche poco o per nulla lecito, pur di rimanere in sella, anche quello di dividere il Paese ancora di più di quanto fatto in questo quadriennio di presidenza.
I metodi di Trump sono ben conosciuti, sono quelli serviti prima a fare i soldi cambiando anche repentinamente il ramo d’attività e riciclandosi così pur di continuare a fare il proprio comodo, poi addirittura scendendo in politica per diventare Presidente degli Stati Uniti!!!

Trump con il suo “populismo” ha disgregato gli Stati Uniti e non solo, trovando il modo di “litigare” con chiunque e per qalunque motivo, oltre a sottovalutare il Covid ed i suoi effetti, tanto che proprio gli Stati Uniti sono il Paese più colpito in fatto di contagi e decessi; anche oggi che ha perso continua imperterrito la sua azione terroristica tentando, sin’ora vanamente, di cambiare il corso della storia, aizzando i suoi seguaci e parlando di brogli, proprio lui che di brogli ne sa più di qualcosa.

Quale sia il suo scopo potrebbe essere però persino semplice, ovvero ottenere qualcosa in cambio dell’accettazione della sconfitta; finito il mandato Prersidenziale decade infatti l’immunità di cui ha goduto e “potrebbe” essere arrivato il momento di dover rendere conto dei malaffari e dei debiti sparsi in giro, oltre che di dover ripianare i debiti con il fisco statunitense, non certo roba da poco visto che proprio i problemi fiscali sono stati l’appiglio per mandare in galera fior di delinquenti…

Che Trump possa “trattare” una sorta di buonuscita è nelle corde del personaggio, anche perchè a dispetto dei modi, anche alquanto truffaldini, c’è un seguito di persone che lo appoggiano e potrebbero causare ulteriori gravissimi problemi e divisioni, cosa che nessuno vuole in un periodo dove già si devono fronteggiare il Covid e tutte le conseguenze legate alla pandemia.

Oggi gli Stati Uniti sono un Paese diviso, economicamente e politicamente, non allo sbando ma certo pesantemente coinvolto in una crisi mondiale e con una situazione interna ben peggiore di quella di quattro anni fa, con le promesse politiche presidenziali che non sono state per nulla attuate, se non quelle che coinvolgevano gli interessi personali di Trump, capace comunque di far vedere come solido il fumo.

Certo il Presidente, o l’ex Presidente americano, non è il solo uomo politico ad usare metodi che poco hanno a che fare con la lealtà e la competenza che sarebbero necessarie, ma viviamo un periodo in cui gridare forte fa breccia tra chi si sente defraudato di qualcosa che ritiene spettargli di diritto, viviamo un periodo in cui a dominare la scena sono i social, cui tutti hanno accesso e rappresentano un modo semplice di mettere in giro qualunque notizia e trovare seguito per falsa che sia.

E’ difficile prevedere cosa succederà da qui in avanti ad un’elezione che per gli Stati Uniti potrtebbe rappresentare una svolta epocale, anche se Biden, quando verrà ufficializzato, si troverà davanti un compito immane, non solo per dover rimettere insieme i cocci e le macerie, ma per dover ridare unità ad un Paese oggi profondamente diviso.

Il Direttore responsabile Maurizio Vigliani – Foto Imagoeconomica

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