Mentre qualcuno si lancia nella costruzione di muri e barriere, in mare si è consumata l’ennesima tragedia: oltre 400 persone sarebbero annegate nel Mediterraneo. Provenivano da Somalia ed Etiopia e viaggiavano su 4 barconi che sono affondati nel tentativo di raggiungere le coste dell’Italia.

I media somali hanno reso noto che i mezzi di soccorso sono stati finora in grado di mettere in salvo 29 persone.

Centinaia di migliaia di persone fuggono dall’Africa dilaniata dalle guerre e dalla povertà verso l’Europa, ma tanti perdono la vita nel viaggio disperato; precisamente il 18 aprile di anno fa, nel Canale di Sicilia, si consumò la più grande tragedia dell’immigrazione nel Mar Mediterraneo. Quel drammatico giorno, infatti, naufragò un barcone di circa 20 metri, dove persero la vita 700 persone, ma un sopravvissuto parlò di 950 persone a bordo. Solo 28 i superstiti.

Secondo la procura di Catania, il naufragio venne provocato da una manovra sbagliata dello scafista che provocò una collisione tra il peschereccio che trasportava i migranti e un mercantile, il King Jacob, che si era avvicinato per prestare aiuto.​ Fu la più grave sciagura del mare dal dopoguerra, peggiore anche della strage di Lampedusa (Agrigento) del 3 ottobre 2013, con i suoi 366 morti e 20 dispersi.

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