Un intervento diretto, quello di Vladimir Putin all’Eastern Economic Forum a Vladivistok.

Un discorso col dito puntato contro le sanzioni che hanno colpito il suo Paese e che, secondo il presidente russo, rappresentano invece “il tentativo di soggiogare altri Paesi” perché “la pandemia è stata rimpiazzata da nuove sfide globali che pongono una sfida al mondo intero. Mi riferisco alla frenesia delle sanzioni occidentali, agli aggressivi tentativo (dell’Occidente) di imporre un modello di comportamento ad altri Paesi, privandoli di sovranità e soggiogandoli al suo volere”.

Ma le sanzioni non avranno l’esito che in molti sperano perché è “impossibile isolare la Russia, basta guardare la mappa”.

“L’alto livello di sviluppo industriale dell’Europa, il suo tenore di vita e la sua stabilità socio-economica sono stati gettati nella fornace delle sanzioni e sprecati su ordine di Washington per il bene della famigerata unità euro-atlantica”.

Anche per questo Putin, che la settimana prossima incontrerà a Samarcanda l’omologo cinese Xi Jinping, ritiene una “misura stupida” il price cap.

Se l’Europa non vuole godere dei vantaggi del gas russo a basso prezzo, ci sono altri Paesi”, ha sottolineato il capo del Cremlino avvertendo che la misura otterrebbe effetti contrari a quelli desiderati, in quanto la domanda per l’energia russa è elevata e le quotazioni aumenterebbero.

E verso mercati diversi da quelli europei andrebbero dirottate le derrate di grano ucraino, le quali, ha aggiunto Putin, stanno andando solo in una parte limitata nei Paesi in via di sviluppo, nonostante l’Occidente avesse sollevato lo spauracchio di una carestia nelle nazioni più povere. “Forse dovremmo pensare a limitare l’esportazione di grano e altri generi alimentari lungo questa rotta”, è il suo monito, “mi consulterò sicuramente con il presidente turco Erdogan su questo argomento”.

“L’acquisto di cibo da parte dell’Occidente sta provocando un aumento dei prezzi che potrebbe diventare una vera e propria tragedia per la maggior parte dei Paesi più poveri, che devono affrontare la carenza di cibo, di energia e di altri beni vitali“, ha dichiarato.

Il leader russo ha quindi riportato le cifre che sottolineano la pericolosità del problema: “Se nel 2019, secondo le Nazioni Unite, 135 milioni di persone nel mondo stavano vivendo una grave carenza di cibo, ora il loro numero è aumentato di 2,5 volte, fino a 345 milioni di persone. È semplicemente terribile”,

Secondo il presidente della Federazione Russa infatti “quasi tutto il grano esportato dall’Ucraina è andato nei paesi dell’Ue e non ai Paesi più poveri, che hanno preso solo due navi. Gli europei continuano ad agire come colonizzatori”.

Alle parole di Putin ha replicato il ministro dell’agricoltura di Kiev, che si è detto sorpreso e ha dichiarato di non essere a conoscenza di alcun piano per rivedere l’accordo per il passaggio del grano.

“La Russia non ha perso e non sta perdendo nulla a causa dell’Operazione speciale ma ha anzi rafforzato la propria sovranità”, ha continuato Putin, che si è anche dichiarato certo che “l’economia globale attraversa un periodo difficile, ma la logica della cooperazione vincerà sicuramente”.

Secondo il leader del Cremlino il suo Paese sta affrontando “l’aggressione economica, finanziaria e tecnologica dell’Occidente”. 

Ma la Russia rimane forte: “La valuta e il mercato finanziario si sono stabilizzati, l’inflazione è in calo e il tasso di disoccupazione è ai minimi storici” e le stime e le previsioni sulle  dinamiche economiche, “anche da parte degli imprenditori, sono molto più ottimistiche rispetto all’inizio della primavera”.

Nessun limite ai visti – La Russia non intende porre limiti ai visti di ingresso per i cittadini europei in risposta alla stretta da parte europea su quelli per i russi, ha inoltre dichiarato Putin all’Eastern Economic Forum di Vladivostok.

Il presidente russo ha citato specifiche categorie che sono “benvenute” in Russia, quindi non è chiaro se il proposito riguardi tutti o solo parte dei cittadini dei cosiddetti ‘Paesi ostili’. “Non dobbiamo fare nulla che non corrisponda ai nostri interessi. E’ nel nostro interesse che le imprese vengano da noi e da noi lavorino indipendentemente da tutte le limitazioni. E ci sono molti businessmen che amano la Russia, che si fidano e che vogliono lavorare qui: Welcome! Prego, venite e lavorate – ha affermato Putin – perché dovremmo porre dei limiti. Oppure ci sono insegnanti che vengono e danno lezione ai nostri bambini: che vengano a lavorare qui, cosa c’è di male? E ancora, chi è nel settore dell’arte. Perché porre dei limiti? Non saremo noi a tagliare questi contatti. E quelli che lo fanno non isolano noi, ma se stessi”.

Parole anche sulla guerra in Ucraina: per il presidente russo, la Russia non ha iniziato le azioni di combattimento, ma “sta cercando di mettervi fine adesso, perché è dal 2014 che continuano”.

A cura di Televideo – Foto Ansa

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