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PER UN PAIO DI SCARPE

Non giocare per un paio di scarpe…
Beh, in molti sport è necessario avere un paio di scarpe, diciamo fondamentale. Ma ai professionisti (a differenza di molti dilettanti), le scarpe vengono regalate dagli sponsor e addirittura sono gli sponsor che pagano per farle indossare a questo o quel calciatore.
Pensate un po’, è un bel business non c’è che dire. Girano dei bei soldoni e per molti diventa quasi un obbligo avere il proprio brand e farlo vedere sia agli allenamenti che in partita.

Ma quando un brand coccia con un altro? Che fare? Per il giocatore simbolo della nazionale italiana di pallavolo Ivan Zaytsev (medaglia d’argento alle olimpiadi di Rio), è stato più semplice rimanere fedele al proprio marchio di scarpe che giocare con la sua nazionale.
Come si evince da un comunicato della FIPAV (Federazione Italiana Pallavolo), Zaytsev avrebbe rifiutato ogni soluzione proposta per ovviare a questo increscioso problema. L’atleta avrebbe affermato di avere un problema con le scarpe fornite dalla federazione, un problema fisico.

Nonostante Ivan (detto lo ‘Zar’), abbia provato due modelli diversi di scarpe, non si è arrivati a una conclusione positiva per lui e la sua nazionale. E quindi? E quindi la storia non si è risolta a tarallucci e vino, ma con una polemica che si trascinerà nel tempo.
E tutto questo per un paio di scarpe… davvero incredibile! Comunque questa è la realtà dello sport professionistico non solo italiano, ma mondiale.
Atleti sempre più schiavi di contratti e sponsorizzazioni che fanno aumentare in maniera spropositata le loro entrate, già cospicue. Certo, ci sono sport in cui si guadagna di più e altri meno, ma farne sempre una questione di denaro è davvero triste, soprattutto quando c’è in ballo una presenza con la tua nazionale. Non voglio colpevolizzare nessuno, magari Zaytsev è stato consigliato male (come ho sentito dire), ma la nostra vita è fatta di scelte e in questo caso questo giocatore ha preso quella sbagliata, punto e basta!

A cura di Nicola Luccarelli

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