Vittoria sul Montenegro 9-7, una finale da giocare e la qualificazione alla Super Final di Strasburgo subito in tasca.
Dopo la Croazia un’altra prova di carattere degli Azzurri che trovano sulla loro strada la nazionale di casa, ringiovanita ma molto coriacea. Compatta in difesa e potente in attacco.

Il primo tempo si chiude con una sventola di Petkovic dalla trequarti, 2-1 per il Montenegro. Accorgimenti tattici e qualche grammo in più di esperienza consentono all’Italia di ribaltare il punteggio, 3-2 a metà gara: le prodezze individuali di Fondelli e Di Fulvio sono da scuola pallanuoto. Da vedere e rivedere.
La seconda parte di gara è un’altra partita, l’Italia decolla, il Montenegro alza le mani. Ma non in senso di resa, sono mani sul volto, mani addosso ovunque, piccole e grandi scorrettezze, provocazioni che non turbano gli azzurri che proseguono la loro marcia e si portano sul +3 in tre occasioni diverse: 6-3, 7-4 e 8-5 a metà dell’ultimo quarto.

Ecco, è lì, nel momento di mettere la partita in ghiacciaia che l’Italia sbanda ancora, si lascia sorprendere come ieri contro la Croazia e i padroni di casa tornano a meno uno. Il Montenegro gioca l’ultima azione in superiorità numerica, gioca per il pareggio ma a cinque secondi dalla sirena la conclusione finisce alta. La difesa italiana ha retto l’urto dell’uomo in meno e Fondelli ne approfitta per segnare a porta vuota la rete del 9-7 che spedisce gli Azzurri alla finale europea di World League.

L’avversario sarà la Serbia che ha superato di misura la Spagna (11-10). Il podio e la Super Final raggiunta corroborano il lavoro in profondità del Ct Sandro Campagna alle prese con il rinnovamento del gruppo dopo la modesta olimpiade di Tokyo.

A cura di Roberto d’Orazi – Foto Lapresse

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