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NON E’ LA QUINTA DI BEETHOVEN

Ma c’è chi suona e chi viene suonato, e potrebbe essere presto, però la sensazione è che ne vedremo delle belle.

Fa cinque il Napoli, anche se ne segna “solo” quattro, in casa di una Sampdoria che finisce come il pesto …. In salsa.
Spalletti ha trovato le giuste misure per far venire fuori le qualità di una rosa che non sarà la migliore, ma è tosta, oltre che di qualità.
Le milanesi inseguono di lena, con il Milan che fa il suo contro il Venezia senza patemi, mentre l’Inter sbanca Firenze, dopo aver sofferto l’avvio a cento all’ora dei viola, ma poi quando fatalmente il ritmo rallenta, ecco che viene fuori tutta la forza dei ragazzi di Inzaghi e per la Fiorentina tutto si fa …. Nero.
Fanno bei passi avanti Roma ed Atalanta, con i giallorossi di Mou che riscattano la sconfitta di Verona a scapito dell’Udinese; mentre la Dea fa fuori un Sassuolo non ancora ai livelli attesi.
Piccolo passo avanti anche per il Bologna, che dopo il set preso a Milano non riesce a battere un Genoa tosto; stesso risultato per la Lazio, salvata a Torino da un rigore nel recupero.
Martuscello, secondo dello squalificato Sarri, ha parlato di reazione veemente dei suoi dopo lo svantaggio, ma ringrazi Pepe Reina, che ha salvato i suoi da un altro ruzzolone, che sarebbe stato meritato. Il Toro non ha vinto, ma che differenza da quello inguardabile delle ultime due stagioni; finalmente i granata hanno un allenatore, anche se non è un cuoretoro, ma i risultati ed il gioco sono ciò che conta è Juric questo ha portato, che poi è ciò che conta.
Insieme ai granata si trova l’Udinese, buona nonostante qualche ultimo passo falso, mentre un punto sotto ecco un Empoli senza vie di mezzo, zoppicante in casa e molto buono in trasferta, cosa che dovrà trovare un equilibrio perché arrivi la salvezza, salvo suicidi altrui.
Ritrova i tre punti la Juventus, cosa normale giocando a La Spezia, ma quanta fatica e quanti patemi per una formazione che è ancora molto distante da quella attesa da tutti; se ne dicono tante sui bianconeri, ma se nessuno avesse ancora centrato la verità?
Insieme alla Juve ecco la Sampdoria, “suonata” dal Napoli, ma per fortuna di Quagliarella e compagni non tutti sono come gli azzurri, pur se il prossimo avversario sarà …. La Juve!
Da lì in giù iniziano i dolori veri, con il Sassuolo alla terza sconfitta, il Verona che si fa rimontare due reti a Salerno ed il Genoa che, finalmente, ha cambiato padrone, ma …. Preziosi rimane chissà perché nella dirigenza, sperando però che smetta con gli sconquassi.
Insieme a loro uno Spezia battuto dalla Juve, ma che avrebbe meritato di più, dato che non si capiva bene chi era la formazione debole e quella ultra-scudettata; gli spezzini dovranno sudare, ma la salvezza è alla portata, anche senza Italiano.
Sarà dura invece per il Venezia, che ancora deve trovare la quadra ma pure l’amalgama, mentre chissà se al Cagliari la cura Mazzarri darà i suoi frutti; il pareggio con la Lazio sembra già distante e lo sgambetto dell’Empoli riporta la situazione in mezzo a nebbie spesse.
Infine c’è la Salernitana, che conquista il suo primo punto, ma quanto tempo e fiducia verrà ancora concessa a Castori? Ci sono posti dove il buon Fabrizio è un mito, ma la realtà è dura e la Serie A non aspetta nessuno e meno che mai concede tempo.
Il Direttore responsabile Maurizio Vigliani – Foto Lapresse

 

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