Il Capo dello Stato, Sergio Mattarella, si è recato oggi in visita a Procida, in occasione della cerimonia di apertura dell’anno in cui l’Isola sarà Capitale italiana della Cultura. Ha passeggiato per vie ed il “Canalone” e si è diretto verso il borgo di Terra Murata. Durante il tragitto il Presidente si è soffermato ad apprezzare alcuni prodotti dell’artigianato locale ed una signora del posto gli ha offerto il caratteristico dolce del posto, la ”lingua di Procida“, una sfoglia alla crema di Limone.

Sergio Mattarella ha incontrato anche alcuni bambini e ragazzi delle scuole dell’isola, tra loro anche Glib, appartenente alla comunità ucraina ma residente stabilmente a Procida. Il piccolo corteo a poi raggiunto l’ex convento di Santa Margherita Nuova dove si è tenuta la cerimonia. Ad accoglierlo il sindaco Dino Ambrosino, il presidente della Regione, Vincenzo De Luca, e il presidente della Camera, Roberto Fico.

“L’aggressione compiuta contro l’Ucraina, contro la libertà e la stessa vita dei suoi cittadini, da parte del governo della Federazione Russa – sottolinea Mattarella – costituisce una ferita che colpisce la coscienza di ciascuno e la responsabilità degli Stati”. Per questo – è la convinzione del Presidente – anche l’energia della cultura deve soccorrerci per fermare la guerra. Costruire la pace è un impegno che richiama i valori più profondi, a partire dal diritto di ciascuno a vivere in libertà, a scegliere il proprio destino”.

Il Presidente richiama le “immagini che pensavamo aver consegnato per sempre all’archivio degli orrori non ripetibili nel nostro continente”. E ricorda al Paese “i giorni terribili che viviamo”. Giorni fatti “di altro sangue innocente, altre vite spezzate, altri crimini spietati che si stanno sviluppando e nuovamente stanno popolando gli abissi della disumanità”. Per il Presidente la partita è di quelle epocali. “E’ in gioco il destino dell’intera Europa – ha sottolineato – che si trova a un bivio tra una regressione della sua storia e la sua capacità di sopravvivere ai mali del proprio passato, e di superarli definitivamente”.

Ecco perché temi come la letteratura, la musica e le arti costituiscono per Mattarella “una rete e una ricchezza comuni che non devono essere smarrite”. Un appello in piena regola per far sì che la cultura sia volano e sinonimo di pace. Quella cultura che per il Presidente “è motore di crescita e spinta all’apertura. La cultura genera patrimonio morale su cui risiede la civiltà di un popolo. Genera umanesimo. Sono le risorse che permettono ai popoli di ripartire, di rialzarsi, di ricostruire sulle macerie. Di riprendere a dialogare, di costruire su orizzonti comuni”.

“Il mare è vita. Il mare è solidarietà”, ha poi detto Mattarella, “il mare è relazione tra i popoli. Il mare è cultura. Anche per questo Procida, Capitale della cultura, è una opportunità preziosa per tutta la Campania in questo momento”.

Il capo dello Stato ha poi voluto dedicare il pensiero al difficile momento storico legato al Covid da cui forse l’Italia si sta sollevando adesso con fatica, anche grazie ai fondi europei che stanno arrivando nel nostro paese con il Piano Nazionale di Resistenza e Resilienza: “È una grande responsabilità! Abbiamo il pensiero al dopo pandemia e siamo impegnati nella storica opportunità di un decisivo programma di rilancio dell’Italia per rendere il suo sistema più moderno ed efficiente.

Il nostro Paese riuscirà a raggiungere i traguardi che si è dati soltanto se il Meridione tornerà a crescere in modo equilibrato, nel segno di una forte innovazione e di una ritrovata coesione”.

A cura di Elisabetta Turci – Foto Imagoeconomica

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